Dopo sei anni di assenza, il grande basket italiano è tornato a Roma. E lo ha fatto con una novità senza precedenti nella storia recente della pallacanestro capitolina: nella stagione 2026/27 la città può contare su due formazioni in Serie A, Maxima Roma e BC Roma. Due società nate da progetti differenti, entrambe costruite attraverso l’acquisizione e il trasferimento nella Capitale di titoli sportivi già esistenti.
L’ultima presenza romana nella massima divisione risaliva alla Virtus Roma nella stagione 2020/21, conclusa anticipatamente con la rinuncia al campionato. La società cessò poi l’attività e nel 2021 prese forma un nuovo progetto, la Virtus Roma 1960, ripartito dalla Serie C e oggi impegnato in Serie B Nazionale, terzo livello del basket italiano. Nella scorsa stagione i virtussini hanno sfiorato la promozione in A2, perdendo prima la finale playoff contro Montecatini e poi lo spareggio con Vigevano.
Maxima, il progetto di Matiasic guarda in alto
La Maxima Roma nasce dall’iniziativa dell’imprenditore statunitense Paul Matiasic. Il passaggio decisivo è arrivato il 26 giugno 2026, quando il Consiglio federale della FIP ha ratificato la cessione del titolo sportivo della Pallacanestro Brescia e il trasferimento della squadra nella Capitale. Non si tratta quindi della prosecuzione della Virtus, ma di una nuova realtà costruita per riportare Roma immediatamente ai vertici nazionali.
La squadra ha scelto il PalaEur come casa e nella stagione del debutto non si limita al campionato: Maxima partecipa anche all’EuroCup. Un progetto con ambizioni internazionali che riporta così il nome di Roma anche nelle competizioni continentali.
BC Roma, da Nelson a Doncic
Diversa la genesi della BC Roma, nata dalla cordata guidata da Donnie Nelson, storico dirigente NBA ed ex general manager dei Dallas Mavericks. Anche in questo caso il ritorno immediato nella massima serie è stato reso possibile dall’acquisizione di un titolo sportivo: quello della Vanoli Cremona, trasferito nella Capitale per dare vita alla nuova società.
A dare al progetto una dimensione internazionale contribuisce soprattutto Luka Dončić, entrato nella compagine societaria. Il legame con Nelson affonda le radici nell’esperienza comune ai Dallas Mavericks, dove il dirigente statunitense ebbe un ruolo nell’arrivo dello sloveno in NBA. BC Roma disputa le proprie gare al PalaTiziano e partecipa, come Maxima, anche all’EuroCup.
Tre squadre, tre strade diverse
La nuova geografia del basket romano è quindi particolare. Maxima e BC Roma non sono eredi dirette della storica Virtus, ma società di nuova costituzione che hanno ottenuto il diritto alla Serie A attraverso i titoli rispettivamente di Brescia e Cremona. La Virtus Roma 1960, invece, continua il proprio percorso nelle categorie inferiori dopo essere ripartita nel 2021 e aver conquistato sul campo due promozioni consecutive fino alla B Nazionale.
Per la Capitale si apre così uno scenario completamente diverso rispetto agli ultimi anni: due squadre contemporaneamente nella massima divisione e una terza realtà che punta a risalire la piramide cestistica. Dopo il vuoto lasciato dalla fine della precedente esperienza virtussina, Roma torna dunque ad avere un ruolo di primo piano nel panorama della pallacanestro italiana.
La Capitale ritrova i grandi palcoscenici
Il ritorno assume un significato particolare per una città che nel basket ha conosciuto traguardi importanti. La storica Virtus ha conquistato uno scudetto, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, due Coppe Korać e una Supercoppa italiana, costruendo una tradizione che la lunga assenza dalla Serie A aveva inevitabilmente interrotto.
Ora la storia riparte da protagonisti e identità differenti. Maxima al PalaEur, BC Roma al PalaTiziano e Virtus Roma 1960 in B Nazionale rappresentano tre percorsi distinti dentro una stessa città tornata centrale nel basket italiano. Sei anni dopo l’ultima apparizione nella massima serie, la Capitale ha nuovamente un posto tra le grandi.
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