A Monteverde monta la protesta contro i tagli agli alberi, giudicati eccessivi e fuori stagione. Le drastiche potature e gli abbattimenti degli olmi ad alto fusto su viale dei Quattro Venti hanno sollevato un’ondata di sdegno tra residenti, associazioni ambientaliste e parte dell’opposizione municipale, preoccupati per la mancanza di trasparenza e il possibile danno ambientale.
Una gestione contestata
Le operazioni di manutenzione del verde urbano, effettuate con autorizzazioni comunali ma senza la supervisione diretta di agronomi interni all’amministrazione, sono finite sotto accusa. La situazione ha portato alla convocazione della commissione trasparenza del Municipio XII, ma l’assenza degli esponenti della maggioranza e dei tecnici capitolini ha alimentato la frustrazione dei cittadini, lasciando irrisolte le preoccupazioni sollevate.
Secondo la Lega, gli abbattimenti stanno procedendo a un ritmo di circa dieci alberi al giorno, senza che vi siano sufficienti garanzie sull’autenticità delle perizie che giustificano tali interventi. Fabrizio Santori e Giovanni Picone, rappresentanti del partito in Comune e nel municipio, hanno denunciato la presunta assenza di documentazione per molte delle alberature abbattute.
Un patrimonio arboreo senza tutela sufficiente
Il Comune dispone attualmente di soli due agronomi in organico, una carenza che impedisce un controllo pubblico adeguato sulle perizie fornite da tecnici esterni. Lo ha ammesso anche l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, confermando che il Comune si affida a professionisti non dipendenti per valutare la stabilità degli alberi. Un modello che, in assenza di un sistema di verifica, mina la fiducia dei cittadini e compromette la trasparenza dell’azione amministrativa.
L’impegno delle associazioni ambientaliste
In risposta a questa situazione, aumentano le richieste di accesso agli atti da parte di residenti e gruppi ambientalisti. Il Gruppo di Intervento Giuridico (Grig) ha presentato il 24 aprile una formale istanza di accesso civico e ambientale, sollecitando la sospensione dei tagli lungo un viale che, come ricordato dall’associazione, è sottoposto a vincolo culturale in quanto risale a oltre settant’anni fa.
Alberi tagliati durante la stagione riproduttiva
Altro tema caldo è la stagionalità degli interventi, ritenuti incompatibili con la tutela dell’avifauna. Secondo il consigliere M5S Daniele Diaco, i tagli hanno causato la morte di numerosi uccelli e la distruzione di nidi, in contrasto con quanto previsto dal Regolamento del Verde di Roma Capitale e dalle normative nazionali per la protezione della fauna. Diaco ha annunciato l’intenzione di presentare denuncia contro le operazioni di abbattimento, definite “scellerate” e irrispettose della vita animale.
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