Roma est in protesta contro il pedaggio dell’A24: “Basta bugie”

Il Pd romano torna in piazza per chiedere l’abolizione dell’obolo che penalizza i residenti di Ponte di Nona, Lunghezza e Settecamini

Lunedì 5 maggio i rappresentanti del Partito Democratico di Roma hanno organizzato un sit-in davanti al ministero dei Trasporti, per denunciare ancora una volta la mancata abolizione del pedaggio autostradale sul tronchetto urbano dell’A24, che grava quotidianamente sui residenti della periferia est della Capitale.

Una protesta simbolica ma decisa, volta a ricordare gli impegni mai rispettati dal governo, in particolare dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che in passato – così come esponenti del centrosinistra – aveva promesso di eliminare il balzello che colpisce i cittadini di quartieri come Ponte di Nona, Lunghezza e Settecamini.

Un pedaggio contestato da anni

Il problema nasce nel 2007, quando venne introdotto il pagamento per l’uso del breve tratto autostradale utilizzato ogni giorno da pendolari, studenti e lavoratori per raggiungere il centro città. Da allora, le tariffe sono aumentate progressivamente, fino a generare introiti annui di circa 17 milioni di euro per il gestore.

Nonostante le proteste e le promesse trasversali della politica, nulla è cambiato. Di recente, a un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato dem Andrea Casu, il governo ha risposto negando la possibilità di esentare dal pagamento i residenti, alimentando ulteriore malcontento tra le famiglie della zona.

Il presidio al ministero: “Il governo discrimina i romani”

Alla manifestazione di lunedì erano presenti una ventina di esponenti del Partito Democratico, tra cui Svetlana Celli, Nella Converti, Mariano Angelucci, Enzo Foschi e Giovanni Zannola, presidente della Commissione Mobilità.

Durante il sit-in sono stati esposti cartelli con slogan come “Basta bugie”, “Il governo discrimina i romani” e “Tradite promesse di campagna elettorale”. Una presa di posizione forte, accompagnata dall’appello a non abbandonare le periferie e garantire pari diritti alla mobilità per tutti i cittadini romani.

Le parole dei rappresentanti

Svetlana Celli ha ribadito con fermezza: “Nonostante gli annunci e gli impegni assunti dal governo, ad oggi nulla è stato fatto. I romani non possono aspettare oltre. Il nostro presidio vuole ribadire le ragioni dei cittadini contro un governo che ignora le necessità e acuisce le fragilità delle famiglie del territorio romano”.

Sulla stessa linea Giovanni Zannola, che ha denunciato l’ingiustizia subita dai residenti di Roma est: “A Roma c’è un quartiere che per spostarsi deve pagare il pedaggio autostradale. Quando diciamo accorciare le distanze e garantire il diritto alla mobilità, intendiamo eliminare questa tassa che divide Ponte di Nona dal resto della città”.

Mozione in Assemblea Capitolina

Il sit-in segue l’approvazione in Assemblea Capitolina di una mozione firmata dagli stessi consiglieri democratici che impegna il sindaco Roberto Gualtieri e la Giunta a sollecitare il governo affinché intervenga per sospendere il pedaggio almeno per i residenti della Capitale.

Tuttavia, senza l’intervento diretto del ministero, la mozione rischia di restare un atto simbolico. Intanto, i cittadini continuano a pagare una “tassa sul diritto alla mobilità” che penalizza le periferie e alimenta un forte senso di esclusione.

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