Aveva trasformato i muri del centro storico di Roma in una tela personale, coprendoli con tag e scritte spray come “Replay”, “Lolita” e “Aurora ti amo”. L’autore è un 24enne originario di Bari, identificato dalla Polizia Locale di Roma Capitale e denunciato per numerosi reati contro il patrimonio pubblico.
Il giovane, noto sui social con il nome d’arte “Vero Replay”, è stato riconosciuto grazie a diversi video pubblicati su Instagram, attraverso cui documentava le sue incursioni notturne sui muri e monumenti della città.
Colpito anche Ponte Sisto: riqualificato e poi di nuovo imbrattato
Tra i luoghi danneggiati figura anche Ponte Sisto, uno dei simboli storici della capitale. A maggio, la struttura era stata bonificata dal writer Valerio Tuveri, conosciuto come Mr Tuvs, “il ragazzo che pulisce Roma”. All’intervento aveva partecipato anche il sindaco Roberto Gualtieri, in un’azione simbolica di riqualificazione.
Ma l’opera di pulizia è durata poco: pochi giorni dopo, “Vero Replay” è tornato a colpire, utilizzando una bomboletta spray rossa per imbrattare nuovamente i muri dell’argine del Tevere. Lo stesso 24enne avrebbe poi contattato Mr Tuvs sui social, rivendicando pubblicamente l’azione.
Denuncia per danneggiamento e uso illecito di beni culturali
Il nucleo tutela ambiente del gruppo Centro della polizia locale seguiva da tempo le attività del writer, raccogliendo prove e immagini per ricostruire il percorso dell’imbrattatore. Una volta identificato, per il giovane è scattata la denuncia per distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento e imbrattamento di beni culturali o paesaggistici.
Secondo i primi accertamenti, le scritte attribuibili al 24enne sarebbero oltre 50, disseminate in diverse aree della città: Porto Ripa Grande, Trastevere, Isola Tiberina, ma anche vie meno centrali come via Jenner e via Agnelli.
Un marchio riconoscibile e ricorrente
Le firme lasciate dall’autore, come “Replay” e “Lolita”, sono sempre tracciate con la stessa grafia, rendendole facilmente riconoscibili. In alcuni casi, l’imbrattatore ha anche documentato e diffuso le sue azioni sui social, contribuendo involontariamente alla sua identificazione.
Le autorità ora valuteranno ulteriori misure, anche risarcitorie, per i danni arrecati al patrimonio pubblico e culturale della città.