Rivolta a Rebibbia: incendio e blocco dei cancelli nel reparto G12

Rivolta nel carcere di Rebibbia: detenuti appiccano incendio e bloccano cancelli. La situazione è stata domata senza gravi conseguenze grazie all'intervento del personale di polizia penitenziaria

Carcere

Una rivolta è scoppiata nel carcere di Rebibbia, nel reparto G12, scatenando scene di grande tensione e violenza. Alcuni detenuti, infatti, hanno appiccato un incendio nel corridoio, utilizzando materassi e coperte per creare una barriera di fuoco che ha impedito il passaggio agli agenti di polizia penitenziaria. I rivoltosi hanno anche bloccato i cancelli di accesso usando delle lenzuola annodate, creando una situazione estremamente critica per la sicurezza del carcere.

La protesta ha portato alla diffusione di una nube tossica in tutto il reparto, con gravi rischi per la salute di detenuti e agenti. Nonostante le difficili condizioni, la sommossa è stata domata grazie alla prontezza e alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria, che ha evitato conseguenze ben più gravi, mettendo in sicurezza l’intera popolazione detenuta, nonostante la forza e l’aggressività dei rivoltosi.

Il sindacato della polizia penitenziaria Uspp ha descritto quanto accaduto come “una scena di estrema tensione e violenza”. La presenza di fumi tossici ha aggravato la già critica situazione, ma, come sottolineato dal sindacato, “solo grazie al sangue freddo e all’elevata professionalità del personale in servizio si è riusciti a evitare gravi conseguenze”.

A prendere parola sulla vicenda è stato anche Giovanni Passaro, segretario regionale Uspp del Lazio, che ha dichiarato: “Assistiamo a un cambiamento preoccupante nel comportamento della popolazione detenuta, sempre più riluttante al rispetto delle regole. È necessario ripensare le modalità di gestione delle carceri, individuando nuove strutture anche in territori come la Sardegna, per garantire l’allontanamento dei soggetti più facinorosi e applicare rigorosamente il regolamento penitenziario. Solo con l’impiego di personale altamente specializzato si potrà ristabilire l’autorevolezza dello Stato nelle strutture penitenziarie.”

Le indagini sono in corso per accertare le cause della rivolta e per individuare i responsabili, ma nel frattempo l’episodio evidenzia una crescente difficoltà nella gestione del carcere e l’urgenza di affrontare la situazione con misure più efficaci.

Redazione

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