Massimo Di Stefano, 62 anni, noto attore della compagnia teatrale Fort Apache, è al centro di un’inchiesta che lo vede coinvolto in una serie di rapine a mano armata. Di Stefano, insieme ad altri membri della banda, ha colpito diverse gioiellerie italiane, tra cui una maxi rapina al negozio Grande in viale Parioli, a Roma, il 9 marzo 2024. La rapina ha fruttato un bottino di 900mila euro, con 70 cronografi rubati. Insieme a Di Stefano è stato arrestato Franco Tomassello, 56 anni, considerato il secondo vertice dell’organizzazione. La banda è accusata di essere responsabile di almeno altre tre rapine, tra cui quella di un ufficio postale e un’altra gioielleria.
Il teatro come paravento per il crimine
Di Stefano, ex detenuto e attore della compagnia Fort Apache, un progetto che coinvolge ex detenuti, è stato arrestato più volte per il suo coinvolgimento in attività illecite. Nonostante il suo impegno teatrale, Di Stefano è accusato di far parte di un’associazione per delinquere che si specializzava nelle rapine a mano armata, sfruttando anche la sua esperienza nel mondo della recitazione per camuffarsi. La banda agiva con precisione, e Di Stefano, noto per la sua barba bianca, è stato identificato tramite un’immagine catturata nella gioielleria ai Parioli.
Un colpo dopo l’altro: le rapine e i ruoli all’interno della banda
Tra le altre rapine commesse dalla banda, spiccano quella all’ufficio postale di Monte Porzio Catone, il 13 luglio 2024, con un bottino di 106mila euro, e l’assalto alla gioielleria Biagini di Perugia, il 5 ottobre 2024, con un bottino di 116mila euro. Oltre alle rapine, la banda si occupava anche di recuperare e “attrezzare” veicoli rubati, clonando targhe e ricettando la merce. Di Stefano, insieme al suo complice, si travestiva da anziano per passare inosservato durante i colpi.
La tecnica del “sorriso” per sfuggire ai sospetti
Un episodio emblematico della professionalità della banda è stato durante la rapina ai Parioli: dopo aver rubato i cronografi, Di Stefano e il suo complice hanno minacciato il direttore con una pistola, facendogli stringere la mano per non insospettire la guardia giurata. Questa tecnica di “normalizzare” la situazione, rendendo la scena meno sospetta, è tipica dei rapinatori esperti come Di Stefano, che in passato aveva lavorato con altri noti criminali.
Dalle rapine al carcere: l’arresto e l’inchiesta
Di Stefano è stato arrestato a gennaio 2026 a Forte dei Marmi, dopo essere stato fermato con una pistola clandestina. L’inchiesta della Squadra Mobile, coordinata dall’aggiunto Giovanni Conzo, ha portato all’arresto di altri membri della banda e all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare per Di Stefano. Il suo coinvolgimento nelle rapine, unito al suo passato teatrale e alle connessioni con criminali di alto livello, rende questa vicenda una delle più affascinanti e inquietanti nel panorama delle bande criminali italiane.
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