Nuovo sviluppo nell’inchiesta che coinvolge alcuni noti esercizi commerciali romani riconducibili alla famiglia Delle Fave. I carabinieri della Compagnia Roma Parioli e i militari del 5° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre donne, gravemente indiziate, a vario titolo, di furto di energia elettrica.
Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica.
L’indagine sui locali storici
L’inchiesta riguarda attività legate ai marchi storici Cavalletti, Ricci e Buono Come il Pane, da tempo al centro di accertamenti condotti dalle forze dell’ordine.
Le tre donne erano già state arrestate in flagranza lo scorso 16 aprile durante un’operazione mirata di controllo effettuata presso diversi esercizi commerciali.
Le verifiche nei negozi
Nel corso dell’intervento erano state eseguite perquisizioni finalizzate a verificare il rispetto della normativa penale, tributaria e finanziaria, oltre alle disposizioni in materia di lavoro e sicurezza alimentare.
Gli approfondimenti investigativi successivi, sviluppati congiuntamente da Guardia di Finanza e Carabinieri, avrebbero consentito di raccogliere ulteriori elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti.
La presunta manomissione dei contatori
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli illeciti sarebbero stati realizzati attraverso la manomissione dei contatori elettrici installati in diversi esercizi commerciali.
Un sistema che avrebbe consentito di ridurre artificialmente i consumi registrati, provocando un danno economico stimato in oltre 550mila euro.
Le accuse al vaglio della magistratura
Sulla base degli elementi raccolti, il gip ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari disponendo gli arresti domiciliari per le tre indagate.
L’inchiesta prosegue ora per chiarire nel dettaglio le responsabilità individuali e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.
Come previsto dalla legge, le persone raggiunte dalla misura cautelare devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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