Due aggressioni violente, avvenute a poche settimane di distanza lungo la linea C della metropolitana di Roma. Da una parte un rider rapinato del monopattino con cui lavorava, dall’altra un sacerdote colpito con tale ferocia da riportare una grave emorragia cerebrale. Per questi episodi, due ragazzi di 15 e 17 anni sono stati sottoposti dai carabinieri alla misura cautelare del collocamento in comunità.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale per i Minorenni di Roma su richiesta della Procura minorile, al termine degli accertamenti che hanno consentito di raccogliere gravi indizi a carico dei due giovani.
La rapina al rider
Il primo episodio risale alla notte del 14 marzo 2026, nei pressi della fermata Torre Angela. Vittima un rider di 37 anni, cittadino straniero, aggredito e rapinato del monopattino utilizzato per lavorare, oltre che dei documenti personali e delle carte di pagamento.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’aggressione sarebbe avvenuta con modalità particolarmente violente e con l’obiettivo di impossessarsi del mezzo e degli effetti personali della vittima.
Il pestaggio del sacerdote
Il secondo episodio è avvenuto la sera del 4 maggio 2026 nei pressi della stazione Torre Gaia. A essere colpito è stato un sacerdote, aggredito per futili motivi.
I colpi ricevuti gli hanno provocato una grave emorragia cerebrale, rendendo necessario il ricovero d’urgenza in una struttura sanitaria.
Le indagini dei carabinieri hanno permesso di collegare i due minorenni a entrambi gli episodi. La misura cautelare ora disposta punta a interrompere una sequenza di violenze che aveva destato forte allarme lungo uno dei quadranti più delicati della Capitale.
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