Un episodio di violenza ha scosso il quartiere Trullo, a Roma, dove un gatto di colonia, conosciuto e accudito dai residenti, è stato trovato in fin di vita. Pongo, questo il nome dell’animale, è stato colpito da diversi pallini di pistola ed è morto poco dopo in una clinica veterinaria dove era stato trasportato d’urgenza.
A denunciare quanto accaduto sono state le guardie zoofile dell’Oipa Lazio, che hanno parlato di un nuovo caso di violenza contro un animale indifeso.
Le ferite e il tentativo di salvarlo
Il gatto è stato soccorso in via Cecina, nella zona del Trullo, e affidato immediatamente alle cure dei veterinari. Durante l’intervento chirurgico sono stati estratti tre pallini dal suo corpo, segno evidente di un’aggressione deliberata. Nonostante gli sforzi dei medici, le condizioni dell’animale erano troppo gravi. Le ferite riportate non gli hanno lasciato scampo e Pongo è morto poco dopo il ricovero.
L’indignazione e la denuncia dell’Oipa
L’Oipa Lazio ha espresso forte indignazione per quanto accaduto, sottolineando la gravità del gesto. Secondo le guardie zoofile, colpire un animale indifeso non può essere considerato un atto banale o una bravata, ma rappresenta una vera e propria forma di violenza.
I volontari dell’associazione si sono attivati immediatamente, sostenendo anche le spese veterinarie e avviando tutte le iniziative necessarie per fare luce sull’accaduto.
Indagini in corso per individuare il responsabile
Le guardie zoofile dell’Oipa sono ora impegnate nelle indagini per risalire all’autore del gesto. L’obiettivo è raccogliere elementi utili per identificare chi ha sparato contro il gatto. L’associazione invita chiunque abbia visto qualcosa o sia in possesso di informazioni a farsi avanti, sottolineando che anche un dettaglio apparentemente insignificante potrebbe rivelarsi decisivo.
L’appello: “Si può ancora fare giustizia”
Per Pongo non è stato possibile fare nulla, ma resta la volontà di ottenere giustizia. L’Oipa lancia un appello ai cittadini affinché collaborino con le autorità e rompano il silenzio. Secondo l’associazione, non denunciare significa proteggere chi compie atti di crudeltà. Fare luce su quanto accaduto è fondamentale non solo per questo caso, ma anche per prevenire altri episodi di violenza contro gli animali.
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