Le piazze di spaccio della Capitale continuano a mostrare sistemi sempre più ingegnosi utilizzati dai gruppi criminali per nascondere le sostanze stupefacenti e ridurre il rischio di essere scoperti durante i controlli. Le recenti attività della polizia hanno portato alla luce diversi depositi improvvisati in varie zone di Roma, dove la droga veniva occultata in luoghi apparentemente estranei all’attività di spaccio.
Quarticciolo: cocaina nascosta nella trappola per topi
Tra i casi più singolari emerge quello del Quarticciolo, dove gli investigatori della squadra mobile della questura di Roma hanno individuato un sistema basato su una cassetta per la derattizzazione trasformata in un nascondiglio per la cocaina. Quello che sembrava un normale dispositivo contro i roditori era in realtà utilizzato come deposito per conservare le dosi già confezionate e pronte per la vendita.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, lo spacciatore non teneva con sé lo stupefacente, ma si affidava a un’organizzazione composta da più persone con ruoli distinti. Vedette e accompagnatori controllavano gli spostamenti degli acquirenti e regolavano il flusso delle persone nella zona, consentendo al pusher di operare con un sistema coordinato.
Gli agenti hanno monitorato l’attività fino al momento ritenuto più opportuno per intervenire. Il blitz ha permesso di sorprendere il presunto spacciatore durante una cessione e di recuperare dal nascondiglio anche il resto della droga. Al termine dell’operazione sono stati sequestrati sedici involucri contenenti cocaina e l’uomo è stato arrestato.
Ponte di Nona: droga nascosta nelle cassette telefoniche
Un altro intervento antidroga ha riguardato il quartiere di Ponte di Nona, dove gli investigatori hanno scoperto un’organizzazione strutturata per la distribuzione delle dosi. In questo caso un giovane di 21 anni di origine libica avrebbe avuto il compito di gestire i contatti con i clienti, mentre un uomo marocchino di 31 anni si sarebbe occupato del recupero dello stupefacente.
La cocaina, anche in questa circostanza, non veniva conservata direttamente dagli spacciatori. Le dosi erano nascoste all’interno di una scatola destinata alle linee telefoniche collocata in un condominio, un punto scelto per confondersi con gli elementi tecnici dell’edificio. Durante i controlli è stata inoltre trovata altra droga nascosta nel cavo orale di uno dei coinvolti. Il sequestro complessivo ha riguardato ventitré involucri di cocaina.
Tor Bella Monaca: impalcature e vedette per lo spaccio
Le operazioni della polizia hanno interessato anche Tor Bella Monaca, una delle aree della Capitale da tempo monitorate per il fenomeno dello spaccio. Nella zona del cosiddetto “Ferro di Cavallo”, gli agenti hanno individuato un’attività riconducibile a un 23enne tunisino, accusato di effettuare diverse cessioni di droga.
Anche in questo caso il presunto spacciatore aveva scelto un luogo esterno come deposito temporaneo: le impalcature presenti in via dell’Archeologia venivano utilizzate come punto di appoggio per nascondere gli involucri. Alla vista degli investigatori, il giovane avrebbe tentato di allontanarsi rapidamente, liberandosi delle dosi durante la fuga, ma è stato comunque raggiunto e fermato.
Il controllo ha consentito di recuperare ventisei dosi di cocaina, per un peso totale di circa quindici grammi, oltre a novecento euro in contanti e a un telefono cellulare contenente informazioni relative alla gestione dell’attività illecita.
Sempre a Tor Bella Monaca è stato individuato un secondo sistema organizzato, nel quale una giovane vedetta aveva il compito di sorvegliare gli accessi alla zona e segnalare eventuali movimenti sospetti delle forze dell’ordine. Dopo aver superato il controllo predisposto dal gruppo, gli investigatori hanno arrestato un 28enne tunisino trovato con trentacinque involucri di cocaina per circa venti grammi complessivi e centosettantacinque euro in contanti.
Tiburtino III: base logistica in casa di una 60enne
L’attività investigativa si è conclusa con un ulteriore arresto nel quartiere Tiburtino III, dove una donna romana di 60 anni avrebbe utilizzato la propria abitazione come base logistica per lo stoccaggio della droga. Gli agenti, dopo aver documentato una cessione e segnalato l’acquirente alla prefettura, hanno seguito la donna fino alla sua abitazione. La successiva perquisizione ha permesso di trovare numerose dosi di cocaina e denaro contante ritenuto collegato all’attività di spaccio. Anche per la donna sono quindi scattate le misure previste dalla legge.
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