La libreria Bookish di Roma si prepara a chiudere definitivamente le sue porte il 7 febbraio. Situata in via Valle Corteno, Bookish ha rappresentato per dieci anni un luogo di incontro culturale, ospitando eventi e promuovendo la lettura e l’inclusione.
La titolare Giorgia, in un post sui canali social, ha annunciato la decisione, spiegando che Bookish necessita di attenzioni che non può più garantire. Nonostante la chiusura fisica, alcune iniziative continueranno, mantenendo vivo lo spirito della libreria in altre sedi del territorio.
Progetti che continueranno dopo la chiusura
Anche se la libreria chiuderà, alcune delle sue attività troveranno nuova vita altrove. Il gruppo di lettura proseguirà grazie alla guida di Carla Gambale, mentre una sezione dedicata alla letteratura orientale sarà ospitata nella libreria Sinestetica, in viale Tirreno 70.
Inoltre, Bookish continuerà a partecipare ai Japan Days con uno stand dedicato alla letteratura giapponese. La libreria rimarrà aperta dal 7 gennaio al 7 febbraio, dando ai clienti l’opportunità di salutare questo spazio culturale.
Bookish e la crisi delle librerie indipendenti
La chiusura di Bookish non è un caso isolato. Secondo Guido Ciarla, presidente del Sil Confesercenti di Roma e Lazio, circa 450 librerie della Capitale e della regione sono a rischio chiusura. La riduzione del fatturato mette in crisi la redditività delle imprese, compromettendo investimenti e occupazione.
Negli ultimi anni, librerie storiche come “Odradek” e “Pessime idee” hanno cessato l’attività. Anche progetti più recenti, come “Rinascita 2.0” a Villa Gordiani, non sono riusciti a sopravvivere. La chiusura di Bookish rappresenta quindi un ulteriore segnale della fragilità del settore librario indipendente.