Omicidio Cornelia: il quartiere chiede maggiore sicurezza con una raccolta firme

Dopo l'omicidio di domenica 22 febbraio, il quartiere di Cornelia si mobilita con una petizione per chiedere interventi urgenti dalle autorità

Omicidio, nastro omicidio

L’omicidio di Cornelia ha scosso profondamente non solo il quartiere, ma l’intero quadrante nord-ovest di Roma. L’episodio tragico ha aumentato la paura e la preoccupazione tra i residenti, i quali, accompagnati dal dirigente della Lega Daniele Giannini, hanno consegnato al commissariato Aurelio, giovedì 26 febbraio, una raccolta firme con oltre mille adesioni. Le firme sono il frutto di un forte allarme socialmente diffuso in risposta a un’escalation di violenza che ha caratterizzato la zona negli ultimi mesi, con episodi di spaccio, risse e il recente omicidio, avvenuto in pieno giorno.

Le richieste della raccolta firme

La petizione avanzata dai residenti e dai commercianti di zona evidenzia una serie di richieste mirate a garantire maggiore sicurezza. In primo piano, la richiesta di un incremento della presenza delle forze dell’ordine, specialmente nelle ore serali e notturne, quando l’insicurezza sembra aumentare. I cittadini chiedono anche interventi di riqualificazione urbana, per ridare decoro a quelle aree degradate che sono diventate focolai di attività criminali. La riqualificazione sarebbe fondamentale per restituire gli spazi alla comunità e contrastare la criminalità, dando un segnale forte di recupero del territorio.

Il comitato Boccea Sicura, insieme ai residenti e ai commercianti delle zone comprese tra Circonvallazione Cornelia, Largo San Giovanni Battista de la Salle, Via Pier delle Vigne, Piazza dei Giureconsulti, Via Cardinal Caprara e Via Giovanni Domenico Paracciani, ha sottolineato la necessità di un intervento immediato per prevenire ulteriori tragedie. Con oltre mille firme, hanno chiesto un’azione concreta da parte delle autorità locali e della polizia per garantire la sicurezza nel quartiere.

Un grido di allarme: la paura quotidiana

Nel documento, i cittadini denunciano una situazione di crescente degrado e criminalità che va avanti ormai da più di un anno. Gli abitanti segnalano un’intensificazione della presenza di gruppi stanziali di persone, soprattutto tra Via Filippo Maria Renazzi e Piazza San Giovanni Battista de la Salle, dove si sospetta che stiano avvenendo attività di spaccio. Secondo quanto riferito, questi gruppi si comportano come veri e propri “branco”, creando un clima di paura che impedisce ai residenti di denunciare per timore di ritorsioni fisiche e psicologiche.

Il quartiere, come sottolineato nella petizione, è diventato un luogo dove molti temono di uscire di casa, mentre la presenza di queste bande minaccia quotidianamente la sicurezza dei residenti. “Le persone sono in uno stato di soggezione costante”, si legge nel testo, “e la loro incolumità è messa a rischio da gruppi che presidiano il territorio in modo sistematico”.

Redazione

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