Allarmi bomba a Roma: preoccupazione alta e controlli costanti

Il prefetto Lamberto Giannini chiede chiarezza sulle telefonate anonime che hanno scatenato evacuazioni e allarmi. Intanto, la città rimane in stato di massima vigilanza

Palazzo Chigi

Negli ultimi giorni, Roma è stata teatro di diversi allarmi bomba che hanno fatto scattare i protocolli di sicurezza in diverse zone centrali della città. Valigie abbandonate, segnalazioni sospette e telefonate anonime al 112 hanno costretto le forze dell’ordine a intervenire con artificieri, evacuazioni e chiusure temporanee delle strade. Tuttavia, finora ogni allarme si è rivelato infondato, ma la preoccupazione resta alta.

Il prefetto: “Chiarezza sulle telefonate anonime”

Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha dichiarato di aver richiesto accertamenti per individuare le persone responsabili delle telefonate anonime che hanno generato i falsi allarmi. Giannini ha sottolineato l’importanza di identificare queste persone, ma ha anche precisato che al momento non ci sono sospetti concreti. In un contesto di crescente tensione internazionale, legata alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, ogni segnalazione viene trattata con la massima serietà.

Il contesto internazionale e il rafforzamento dei controlli

Il clima di allerta è alimentato dalla situazione internazionale. Il livello di guardia è stato innalzato in particolare su obiettivi sensibili e sedi istituzionali. Un esempio emblematico è la telefonata del 3 marzo, che segnalava la presenza di bombe alla sede di Fratelli d’Italia e a palazzo Grazioli, che ha portato all’evacuazione di entrambi gli edifici. Non sono state trovate esplosivi, ma l’intervento delle forze dell’ordine è stato necessario. L’aumento di segnalazioni di valigie abbandonate, come quelle in largo Chigi, via Sistina e all’Altare della Patria, è stato attribuito anche a una maggiore attenzione da parte dei cittadini.

La risposta dei cittadini e dei servizi di sicurezza

Secondo Giannini, l’aumento degli allarmi potrebbe essere legato allo stato di allerta e alla maggiore attenzione che i cittadini prestano a situazioni che in passato sarebbero passate inosservate. L’intensificazione dei controlli nelle aree sensibili, come i luoghi istituzionali, le aree frequentate dalla comunità ebraica e quelle con una forte presenza della comunità iraniana, contribuisce a mantenere alto il livello di vigilanza. Inoltre, le forze dell’ordine monitorano anche i social network e il dark web per individuare profili radicalizzati che potrebbero cercare di reclutare nuovi sostenitori.

Massima attenzione e nessuna sottovalutazione

Il prefetto ha ribadito che l’attenzione su Roma è sempre stata alta, considerata la sua posizione di capitale e centro della cristianità. “C’è la massima attenzione”, ha concluso Giannini, “e tutti i servizi sono stati sensibilizzati e potenziati”. Nonostante le difficoltà nel definire un “potenziamento” specifico, la sicurezza della città rimane una priorità assoluta.

Redazione

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