Sgombero del centro sociale Laurentino 38: tensione e proteste in corso

Oggi, 28 aprile, è iniziato lo sgombero del centro sociale Laurentino 38. Le forze dell'ordine sono intervenute

A partire dalle 8 di martedì 28 aprile, sono iniziate le operazioni di sgombero del centro sociale “L38 Squat”, situato al sesto ponte del Laurentino 38, in via Domenico Giuliotti, nel quartiere del Laurentino, a Roma. Le forze dell’ordine, composte da agenti del commissariato locale, della squadra mobile, della Digos, e unità specializzate come il Gruppo IX Eur, la polizia locale e il Gruppo sicurezza sociale urbana (GSSU), sono intervenute in tenuta antisommossa.

Le reazioni degli occupanti e il presidio sul tetto
All’interno dei locali di proprietà Ater, occupati da oltre trent’anni, si trovavano circa 40 persone che hanno cercato di ostacolare l’accesso. Secondo quanto riferito dalla pagina Facebook “Laurentino Borgata”, vicina al centro sociale, gli operai di Ater stanno distruggendo le abitazioni occupate: “Stanno sfondando ogni singola casa del L38 Squat”, scrivono. Gli attivisti denunciano le condizioni precarie delle abitazioni del quartiere, molte delle quali sono vuote e in attesa di ristrutturazione.

La richiesta degli attivisti
Un gruppo di occupanti si è spostato sul tetto del sesto ponte, dove ha avviato un presidio. “Abbiamo ottenuto che gli operai se ne andassero, ma ce ne andremo a condizione che venga fornita una casa temporanea a Susanna, la cui casa è inagibile dopo l’incendio di gennaio causato dalla mancanza di manutenzione dei termosifoni da parte di Ater”, hanno dichiarato. La situazione è tesa e l’appello per una soluzione immediata è stato lanciato con insistenza.

Presidio di solidarietà alle 16
Nel frattempo, diverse realtà antagoniste di Roma hanno lanciato un appello per un presidio di solidarietà che si terrà alle 16 in via Domenico Giuliotti, per supportare gli occupanti del centro sociale e protestare contro lo sgombero.

L’ultimatum di Ater e il futuro del Sesto Ponte
Lo sgombero era stato annunciato da Ater già il 2 marzo, quando era scaduto l’ultimatum per gli occupanti, che avevano ricevuto l’ordine di lasciare i locali entro quella data, pena l’intervento della forza pubblica. Il Sesto Ponte è al centro di un progetto di ristrutturazione e recupero, che prevede la realizzazione di nuovi alloggi, spazi comuni e case per studenti. Tuttavia, il progetto ha subito rallentamenti anche a causa della presenza del centro sociale occupato, il che ha reso necessaria l’azione di sgombero.

La situazione rimane tensione, con un confronto in corso tra le forze dell’ordine e gli occupanti, che continuano a chiedere soluzioni alternative per le loro esigenze abitative.

Redazione

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