Una tragedia ha colpito la periferia di Nettuno, nella provincia di Roma, il 2 maggio 2026. Vincenzo Zinna, 46 anni, ha perso la vita in un incidente stradale, mentre suo figlio di 17 anni è rimasto gravemente ferito. L’incidente, che ha coinvolto due moto e un’auto, è avvenuto lungo via della Campana, nei pressi della rotonda di Piscina Cardillo.
La dinamica dello schianto
Secondo le prime ricostruzioni, Vincenzo Zinna e il figlio stavano viaggiando a bordo di due motociclette, una Honda 1000 e una Aprilia 125. Dopo aver superato la rotatoria, i due si sono trovati di fronte un’auto che stava effettuando una manovra di svolta per imboccare via Taormina. L’impatto è stato improvviso e non ha lasciato spazio a reazioni tempestive.
La Honda 1000, guidata da Vincenzo Zinna, ha centrato la parte anteriore sinistra dell’auto. Per il 46enne, purtroppo, i soccorritori non sono riusciti a fare nulla: è morto sul colpo a causa dei traumi riportati nell’incidente.
Il figlio in ospedale
Il figlio, che viaggiava a bordo dell’Aprilia, ha subito un impatto ancora più violento. Dopo il colpo con l’auto, la moto ha terminato la corsa contro il muretto di recinzione di un’abitazione privata. Il ragazzo è stato sbalzato dalla sella per circa 30 metri. Dopo essere stato soccorso dal personale del 118, è stato trasportato d’urgenza in ospedale con fratture multiple. Le sue condizioni restano serie e i medici stanno monitorando costantemente la sua situazione.
I rilievi e le indagini
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Anzio e della stazione di Nettuno per gestire la viabilità e avviare i rilievi tecnici. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dello scontro, con particolare attenzione alla manovra di svolta dell’automobilista e alla velocità dei mezzi coinvolti. Per ora, tutti i veicoli coinvolti, sia le motociclette che l’auto, sono stati sequestrati per ulteriori accertamenti. Le indagini sono ancora in corso.
Questa tragedia riporta l’attenzione sulla sicurezza stradale, mettendo in evidenza i rischi che corrono tutti gli utenti della strada, anche in situazioni di apparente normalità.
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