Premio “Voci e Visioni” 2026: Riconoscimento a Ilaria Solazzo in Campidoglio

Ilaria Solazzo tra i protagonisti del Premio “Voci e Visioni” 2026

Ilaria Solazzo

Roma si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti primaverili più significativi dedicati al mondo dell’informazione e della narrazione contemporanea. Il prossimo 12 maggio 2026, alle ore 16.30, nella suggestiva cornice di Piazza del Campidoglio, si terrà la cerimonia di premiazione di “Voci e Visioni”, il riconoscimento ideato da Alessandro Scarnecchia, Direttore di TerzaPaginaMagazine, e promosso da Roma Capitale.

Il premio nasce con l’obiettivo di celebrare il valore dell’informazione intesa come racconto, responsabilità e visione culturale, mettendo in luce figure che, attraverso giornalismo, fumetto e media digitali, contribuiscono a raccontare la realtà con attenzione e sensibilità. Un riconoscimento destinato a chi sa trasformare i fatti in narrazioni capaci di informare e lasciare un segno nel panorama contemporaneo.

Tra i nomi che saranno insigniti del premio figura anche quello di Ilaria Solazzo, giovane professionista attiva nel settore della comunicazione. Il suo percorso affonda le radici nella formazione in grafica a Lecce, a cui si è affiancata negli anni un’attività articolata nel mondo dei media.

Giornalista pubblicista, la Solazzo ha collaborato con TV, radio e web radio, maturando esperienza nel racconto e nella diffusione dei contenuti. Ha inoltre pubblicato diversi libri, ampliando il proprio contributo anche in ambito editoriale. Per molti anni ha curato un blog personale che ha riscosso interesse e apprezzamento, rappresentando uno spazio di espressione e confronto significativo, fino a quando un attacco informatico ne ha interrotto la continuità.

È conosciuta da molti per le interviste rivolte ad attori, registi, poeti, pittori, imprenditori e protagonisti di diversi ambiti, condotte con attenzione, sensibilità e profondità, qualità che ne caratterizzano lo stile e l’approccio umano.

Nel corso della sua attività professionale, la Solazzo si è occupata dello sviluppo e del supporto a progetti di comunicazione integrata, contribuendo al posizionamento e all’immagine di brand, aziende, personalità pubbliche e volti emergenti, sia in ambito nazionale che internazionale. Il suo approccio, improntato alla collaborazione e all’ascolto, le consente di unire creatività e visione strategica, contribuendo alla costruzione di narrazioni coerenti e adatte ai diversi contesti comunicativi.

Accanto a lei, verranno premiati anche altri protagonisti del panorama culturale e mediatico, tra cui Sabrina Morelli, Alberto Raffaelli, Linda Lucidi e Giacomo Innocenzi, solo per citarne alcuni.

L’evento si configura come un momento di incontro e riflessione sul ruolo dell’informazione oggi: non solo strumento di cronaca, ma leva per la conoscenza e il cambiamento sociale. In questo contesto, il riconoscimento a Ilaria Solazzo rappresenta un segnale di attenzione verso un lavoro svolto con impegno e continuità nel campo della comunicazione.

Intervista a Ilaria Solazzo: comunicazione, passione e visione

In occasione del conferimento del Premio “Voci e Visioni” 2026, abbiamo incontrato Ilaria Solazzo, professionista della comunicazione, giornalista pubblicista e autrice, per approfondire il suo percorso e la sua idea di informazione.

Ilaria, partiamo dall’attualità: cosa rappresenta per lei questo riconoscimento?
È una sorpresa e, allo stesso tempo, un grande onore. Vivo questo premio come un incoraggiamento a continuare un percorso fatto di impegno quotidiano. Non lo considero un traguardo, ma una tappa che mi spinge a fare ancora meglio.

Lei si muove da anni nel mondo della comunicazione. Come è iniziato tutto?
Il mio percorso parte dalla grafica, studiata a Lecce. Da lì ho iniziato a esplorare altri linguaggi, avvicinandomi alla fotografia e alla comunicazione digitale. È stato un cammino graduale, fatto di esperienze e tanta curiosità.

È giornalista pubblicista, ha scritto libri e collaborato con radio e web radio. Cosa lega tutte queste esperienze?
Direi la passione per il racconto. Che sia scritto, parlato o digitale, mi interessa dare voce alle storie, alle persone, alle idee. Ogni mezzo ha le sue caratteristiche, ma l’obiettivo resta lo stesso: comunicare in modo autentico.

Per anni ha curato anche un blog molto seguito. Che ricordo ne ha?
È stata un’esperienza importante, mi ha dato tanto sia dal punto di vista umano che professionale. Era uno spazio libero dove potevo esprimermi e confrontarmi. Purtroppo è stato hackerato, ma resta comunque una parte significativa del mio percorso.

Le sue interviste sono molto apprezzate. Qual è il suo approccio quando incontra i suoi interlocutori?
Cerco sempre di ascoltare davvero chi ho davanti. Che si tratti di attori, registi, poeti o imprenditori, mi interessa andare oltre la superficie. Credo che l’empatia e il rispetto siano fondamentali per costruire un dialogo autentico.

Lei si occupa spesso anche di comunicazione integrata. Quanto è importante oggi saper unire strategia e creatività?
È fondamentale. La comunicazione oggi è complessa e richiede una visione ampia. Creatività e strategia devono dialogare continuamente, altrimenti si rischia di perdere efficacia.

Che ruolo ha, secondo lei, la dignità nel mondo contemporaneo, anche nella comunicazione?
La dignità è un valore fondamentale, oggi forse ancora più fragile. Nella comunicazione significa rispetto per le persone, per le storie che si raccontano e per il modo in cui lo si fa. Credo sia importante non perdere mai il senso umano dietro ogni contenuto.

Viviamo in un’epoca dominata dai social. Quanto spazio trova la bellezza interiore in questo contesto?
Non sempre emerge con chiarezza. I social tendono a privilegiare ciò che è immediato e visibile, mentre la bellezza interiore richiede tempo, ascolto, profondità. Però esiste, ed è importante continuare a valorizzarla anche attraverso un modo più consapevole di comunicare.

In un momento come questo, sente il desiderio di dire grazie a qualcuno in particolare?
Sì, la gratitudine è una parte importante del mio percorso. Ringrazio tutte le persone che, in modi diversi, mi hanno accompagnata fino a qui: chi ha creduto in me, chi mi ha dato opportunità, ma anche chi mi ha insegnato qualcosa attraverso le difficoltà.

Che emozione prova nel ricevere questo premio insieme ad altri professionisti e personaggi, alcuni dei quali le sono legati anche da rapporti personali?
È una gioia doppia. Essere premiata è già di per sé emozionante, ma condividere questo momento con volti amici, persone a cui voglio bene, rende tutto ancora più significativo.

Oltre a Brindisi, sua città natale, c’è una città italiana che la fa sentire particolarmente viva?
Sicuramente Roma. È una città che amo profondamente, per la sua storia, la sua energia e la sua bellezza. Ogni volta che passeggio per le vie del centro storico riesce a darmi nuovi stimoli e una sensazione di vitalità difficile da spiegare.

Nel suo percorso ha incontrato tante persone. Non sempre, però, le esperienze sono state positive. Cosa si sente di dire a riguardo?
Come accade a molti, anche io ho incontrato persone difficili, in alcuni casi dure nei modi e nei giudizi. Ci sono stati momenti che mi hanno segnata, anche profondamente. Ma credo che ogni esperienza, anche la più complessa, possa insegnare qualcosa. Ho cercato di non perdere fiducia, di andare avanti con dignità e di credere che, in qualche modo, l’equilibrio delle cose trovi sempre la sua strada.

Cosa le ha insegnato l’incontro con le tante persone che ha intervistato?
Che ogni persona è un mondo. Anche chi appare distante o diverso da noi ha qualcosa da raccontare e da insegnare. Questo mi ha resa più aperta, più attenta e, forse, anche più umana.

C’è un valore che cerca di non tradire mai, anche nei momenti difficili?
Il rispetto. Verso gli altri, ma anche verso me stessa. È una bussola che mi aiuta a restare coerente, anche quando le situazioni si complicano.

Quanto conta, per lei, restare autentica in un contesto che spesso premia l’apparenza?
Conta tantissimo. Non è sempre facile, ma credo che l’autenticità, alla lunga, sia ciò che costruisce qualcosa di vero. Anche se meno visibile nell’immediato, lascia tracce più profonde.

Se potesse lasciare un messaggio a chi la legge o la segue, quale sarebbe?
Di non smettere di credere nella gentilezza e nella sensibilità. A volte vengono percepite come fragilità, ma in realtà sono forme di forza.

C’è qualcosa che la emoziona ancora, nonostante l’esperienza?
Sì, le storie sincere. Quelle raccontate senza filtri, con verità. Sono quelle che mi toccano di più e che mi ricordano perché ho scelto questo percorso.

Che rapporto ha con il concetto di successo?
Lo vedo in modo semplice. Per me successo significa sentirmi in pace con ciò che faccio, sapere di aver dato il massimo con onestà. Il resto è una conseguenza, non un obiettivo.

In una parola, chi è oggi Ilaria Solazzo?
Una persona in cammino. Con ancora tanto da imparare, ma con il desiderio sincero di fare bene e di lasciare, nel mio piccolo, qualcosa di positivo.

Guardando al futuro, quali sono i suoi obiettivi?
Continuare a lavorare con serietà, crescere e imparare. Mi piacerebbe sviluppare nuovi progetti editoriali e continuare a raccontare storie che abbiano un senso.

Un consiglio per chi vuole intraprendere questo percorso?
Di essere curiosi, di studiare e di non avere fretta. È un lavoro che richiede dedizione, ma può dare grandi soddisfazioni se fatto con passione e autenticità.

Il percorso di Ilaria Solazzo si distingue per costanza, sensibilità e una visione della comunicazione che mette sempre al centro le persone e le loro storie. In un tempo in cui tutto corre veloce, la sua attenzione al contenuto umano e alla verità del racconto rappresenta un tratto raro e prezioso.

A lei, in occasione di questo importante riconoscimento, va l’augurio di continuare a collezionare altri piccoli successi, quelli autentici, costruiti giorno dopo giorno con impegno, passione e coerenza. Successi che non fanno rumore, ma che lasciano tracce profonde e durature nel tempo.

Redazione

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