Cinque sequestri di persona ad Ostia, un tentato rapimento, pestaggi, minacce e tentate estorsioni sullo sfondo della sparizione di un borsone contenente, secondo gli investigatori, oltre un milione di euro in contanti e 16 Rolex.
È questo il quadro ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma nell’inchiesta che ha portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di sei persone, quasi tutte legate da rapporti familiari.
Tra le vittime figura anche Lorenzo Striano, figlio dell’ex finanziere Pasquale Striano, già coinvolto nell’indagine sugli accessi abusivi ai sistemi informatici delle forze dell’ordine.
Arresti tra carcere e domiciliari
In carcere sono finiti Ferdinando Cacciatore, Christian Ferreri e Antonio Romano.
Ai domiciliari è stata invece posta Jessica Mauti, mentre Marlene Caruso e Cristina Luberti sono state sottoposte all’obbligo di firma.
Il borsone custodito a Ostia
La vicenda nasce nel 2021, quando Cacciatore e Mauti affidano un borsone agli allora coniugi Alessandro Grassi e Giorgia Bodò, dietro pagamento mensile di circa 400 euro.
Nel luglio 2025, durante uno dei controlli effettuati sul contenitore chiuso con un lucchetto, i proprietari si accorgono della sparizione di parte del contenuto: denaro contante e orologi di lusso.
Da quel momento, secondo l’accusa, sarebbe partita una violenta escalation fatta di intimidazioni, sequestri e aggressioni ai danni degli ex custodi del borsone e dei rispettivi nuovi compagni.
“Ti taglio la gola”
Le vittime sarebbero state prelevate in strada o nelle proprie abitazioni, minacciate con pistole e cesoie, legate e picchiate.
“Tu non hai capito con chi stai a parla’. Io ti ammazzo, ti taglio la gola, ti spezzo le mani”, una delle frasi contestate dagli investigatori agli indagati.
Secondo quanto ricostruito dal gip, le persone sequestrate sarebbero state anche costrette ad assistere a immagini dei propri familiari pedinati dagli aggressori.
Il sequestro di Lorenzo Striano
Tra gli episodi più gravi contestati c’è quello avvenuto il 24 luglio 2025, quando Lorenzo Striano e la sua allora compagna Giorgia Bodò si sarebbero recati a casa di Cacciatore per chiarire la propria estraneità alla sparizione del denaro.
Secondo la denuncia, Striano sarebbe stato legato a una sedia con fascette da elettricista e colpito con schiaffi, pugni, un guantone da boxe e una cintura.
Gli sarebbe stato inoltre stretto sul volto un asciugamano bagnato, mentre la compagna veniva minacciata con il riferimento all’arrivo di una donna albanese pronta a torturarla.
Il sequestro sarebbe durato circa due ore.
La svolta nelle indagini
Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia hanno ricostruito mesi di minacce e tentativi di estorsione avvenuti tra luglio e dicembre 2025.
Secondo il giudice, gli indagati avrebbero agito “nella piena consapevolezza della finalità delle azioni illecite”, mettendo in atto una vera e propria escalation criminale caratterizzata da violenza e intimidazioni continue.
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