Il Ministero della Cultura annuncia l’apertura della mostra Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico, in programma da giugno a ottobre 2026 presso il Parco archeologico del Colosseo. L’esposizione rappresenta uno dei più importanti eventi culturali dedicati alla città di Troia mai organizzati in Italia e punta a raccontare il legame storico, mitologico e culturale tra la civiltà troiana e Roma.
L’iniziativa nasce nell’ambito dell’accordo bilaterale firmato nell’aprile 2025 a Roma tra Alessandro Giuli e Mehmet Nuri Ersoy per rafforzare la cooperazione culturale tra i due Paesi. A dicembre 2025 è stato poi sottoscritto anche uno specifico accordo tecnico tra Alfonsina Russo e Simone Quilici insieme al direttore generale dei musei turchi Birol İnceciköz.
Più di 300 reperti in mostra
La mostra ospiterà oltre 300 reperti archeologici provenienti da alcuni dei principali musei italiani e turchi. Saranno più di 220 le opere concesse in prestito da 19 musei della Turchia, con circa 50 reperti mai esposti prima al pubblico italiano. L’obiettivo è riportare al centro del dibattito scientifico la complessità storica di Troia, spesso identificata esclusivamente con il mito epico narrato nei poemi antichi.
Secondo il Mic, l’iniziativa rientra nelle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo e rappresenta un importante progetto di diplomazia culturale tra Italia e Turchia. La mostra punta infatti a valorizzare il patrimonio archeologico come strumento di dialogo internazionale, sviluppo sostenibile e crescita culturale. “Con questa iniziativa di diplomazia culturale proiettiamo sulla scena internazionale la forza narrativa di un mito fondativo”, ha dichiarato il ministro Alessandro Giuli.
“Un’esposizione che conferisce all’epica una dimensione tangibile, intrecciando la costruzione mitologica con il luogo che ne è stato matrice e ispirazione”. Sulla stessa linea anche il ministro turco Mehmet Nuri Ersoy: “Portiamo la storia epica di Troia al Colosseo, uno dei più importanti punti d’incontro del turismo mondiale, con una mostra che unisce rigore scientifico, tutela e capacità narrativa”.
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