Spacciatore rapito per un debito: tre arresti a Roma

Indagine della Dda sui legami tra piazze di Ostia e Tor Bella Monaca: cinque ventenni coinvolti, sequestrato anche un immobile

Tre persone in carcere e due sottoposte al divieto di dimora per il sequestro e l’aggressione di un presunto spacciatore, che sarebbe stato punito per un ammanco di alcune dosi di crack. I carabinieri, su delega della Dda di Roma, stanno eseguendo un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale della Capitale.

I cinque destinatari del provvedimento sono quattro nordafricani e un albanese, tutti ventenni, gravemente indiziati, a vario titolo, di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni aggravate e violenza privata. Secondo gli investigatori sarebbero inseriti nelle piazze di spaccio di Ostia e Tor Bella Monaca.

Il debito da 1.500 euro e la fuga sul litorale

La vittima, ritenuta componente di un gruppo criminale attivo a Tor Bella Monaca, avrebbe accumulato un debito di 1.500 euro con la propria organizzazione per l’ammanco di alcune dosi di crack. Per sottrarsi alle conseguenze avrebbe quindi cercato rifugio a Ostia.

Qui, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato riconosciuto da persone con un ruolo direttivo nella locale piazza di spaccio. L’uomo sarebbe stato immobilizzato, picchiato e rinchiuso in un locale, dove sarebbe rimasto sotto sorveglianza.

Il blitz interrotto dai carabinieri

L’aggressione e il sequestro sarebbero avvenuti in una nota piazza di spaccio storicamente ricondotta dagli investigatori a interessi illeciti del clan Spada. Il gruppo di Ostia avrebbe quindi avvertito gli appartenenti all’organizzazione di Tor Bella Monaca della presenza dell’uomo.

Alcuni di loro sarebbero arrivati sul posto per prelevare la vittima, ma il progetto sarebbe stato interrotto dall’immediato intervento di una pattuglia dei carabinieri. Nei giorni successivi, secondo le indagini, uno degli aggressori avrebbe nuovamente avvicinato l’uomo, minacciandolo affinché non parlasse con le forze dell’ordine.

I presunti collegamenti tra le due piazze

L’inchiesta condotta dai carabinieri di Ostia e coordinata dalla Dda di Roma avrebbe documentato l’esistenza di cointeressi e connessioni criminali tra gruppi operanti nelle due zone della Capitale, entrambe da tempo interessate dal traffico di sostanze stupefacenti.

Le contestazioni formulate nei confronti degli indagati restano naturalmente ipotesi accusatorie, che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento.

Sequestrato il locale della segregazione

Contestualmente alle misure cautelari, i carabinieri stanno eseguendo anche un decreto di sequestro preventivo dell’immobile nel quale la vittima sarebbe stata tenuta segregata. Secondo gli investigatori, il locale, occupato abusivamente, sarebbe stato utilizzato come punto d’appoggio dal gruppo criminale attivo nella zona.

L’immobile era già stato sequestrato in passato. In quell’occasione i carabinieri avevano fatto murare il varco di accesso, ma successivamente una parte della muratura sarebbe stata abbattuta e il locale nuovamente occupato.

Redazione

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