Quaranta bovini liberi e rinselvatichiti sono stati abbattuti a fucilate nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, in Lazio, nell’ambito di un piano di “eradicazione” volto alla sicurezza e alla tutela agricola. Secondo quanto riportato dalla Lega Anti Vivisezione (Lav), non sono state considerate modalità non cruente di gestione, come cattura e trasferimento, e l’unica soluzione adottata è stata l’uccisione diretta.
Il parco, che si estende per oltre 18mila ettari tra le province di Roma e Rieti, ha visto decine di animali colpiti a fucilate, mentre le carte ufficiali indicano una tariffa di 600 euro per ogni bovino eliminato. Lav sottolinea come i fondi pubblici siano stati utilizzati per l’abbattimento e non per strategie di prevenzione o collaborazione con associazioni per una gestione più etica.
In una nota, Lav Italia ha dichiarato: “La vita non si cancella con un fucile, si tutela con responsabilità. Gli animali inselvatichiti, tanto quanto i selvatici, hanno diritto alla vita e alla tutela. Sta alle istituzioni garantire una convivenza positiva e prevenire situazioni di criticità anche sanzionando chi si rende responsabile dell’abbandono degli animali.”
L’episodio ha suscitato anche la condanna del Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente Meta Parma, che ha definito l’operazione crudele: “Erano libere, ma le hanno uccise senza nessuna pietà”.
Secondo le associazioni, situazioni analoghe si ripetono in altre aree della Regione Lazio, come tra Carpineto e Montelanico, evidenziando una gestione pubblica che tende a risolvere le criticità solo con la soppressione degli animali, senza intervenire su chi li abbandona o promuovere metodi di convivenza non violenti.
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