«Voglio denunciare». Con queste parole una turista colombiana di 32 anni, assistita da un’interprete, si è presentata il 20 maggio negli uffici della IV sezione della Squadra Mobile di Roma, raccontando agli investigatori una vicenda drammatica che avrebbe avuto inizio pochi giorni prima, dopo il suo arrivo nella Capitale.
La donna, arrivata a Roma il 16 maggio da Siviglia insieme a un’amica, ha riferito di essersi allontanata da un ristorante della zona della stazione Termini dopo aver conosciuto un uomo che si era presentato come Antonio.
L’incontro e il trasferimento a Tor Cervara
Secondo il racconto della vittima, l’uomo le avrebbe promesso della marijuana e l’avrebbe convinta a seguirlo. Poco dopo, però, sarebbe stata costretta a salire a bordo di un furgone con altre persone.
La destinazione sarebbe stata un grande edificio occupato nella zona di Tor Cervara, dove la donna sostiene di essere stata trattenuta contro la sua volontà per tre giorni.
Le violenze e il tentativo di fuga
Nel corso della denuncia, la trentaduenne ha raccontato di essere stata privata dei propri effetti personali e sottoposta a ripetute violenze sessuali.
La donna ha riferito di aver tentato più volte di chiedere aiuto alle persone presenti nell’edificio, senza riuscire a ottenere assistenza.
In uno dei momenti più drammatici della vicenda sarebbe riuscita a fuggire lanciandosi da una finestra da un’altezza di circa cinque metri. La caduta sarebbe stata attutita da un materasso e da alcuni rifiuti presenti sotto l’edificio.
La corsa verso la salvezza
Dopo essere riuscita a rialzarsi, la vittima avrebbe raggiunto a piedi via Raffaele Costi.
Erano da poco passate le 18 del 19 maggio quando un automobilista l’ha notata in evidente stato di difficoltà e ha allertato il numero unico per le emergenze.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Prenestino e i sanitari, che hanno accompagnato la donna in ospedale e successivamente in una struttura protetta.
Il blitz della polizia
Le indicazioni fornite dalla vittima hanno permesso agli investigatori di avviare rapidamente gli accertamenti.
Il 22 maggio la Squadra Mobile ha eseguito un blitz nell’edificio occupato di Tor Cervara, identificando e conducendo in questura 29 persone.
Attraverso il riconoscimento fotografico e l’analisi delle immagini raccolte durante l’operazione, la donna avrebbe individuato alcuni dei presunti aggressori.
Cinque persone in carcere
L’inchiesta ha portato all’arresto di cinque uomini, tutti destinatari di provvedimenti di espulsione e risultati irregolari sul territorio nazionale.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, alcuni avrebbero fornito in passato diverse identità durante i controlli delle forze dell’ordine e sarebbero gravati da precedenti per reati che vanno dai maltrattamenti alla violenza privata, dalle minacce allo spaccio.
L’indagine della Procura di Roma prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità .
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