Roma, nove siti archeologici restaurati riaprono al pubblico

Visite gratuite tra Circo Massimo, Appia Antica e tesori nascosti della Capitale

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Grazie agli interventi di restauro e valorizzazione realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina nell’ambito del programma PNRR Caput Mundi, nove siti archeologici di Roma tornano eccezionalmente visitabili con un calendario di aperture straordinarie gratuite a partire da domenica 7 giugno.

L’iniziativa offre ai cittadini e ai turisti l’opportunità di riscoprire luoghi simbolo della storia della Capitale, ma anche aree meno note e raramente accessibili, riportate alla luce attraverso importanti lavori di recupero.

Dal Circo Massimo alle Botteghe Oscure

Tra le novità più significative figura l’ampliamento del percorso di visita del Circo Massimo, che include ora una porzione dell’emiciclo sul lato Aventino, consentendo una lettura più completa dell’architettura e della storia del più grande edificio per spettacoli dell’antica Roma.

Per la prima volta sarà inoltre aperta al pubblico l’area archeologica sottostante via delle Botteghe Oscure, dove sono conservati i resti di una piazza porticata e le monumentali basi di colonne appartenenti a un antico complesso templare, identificato dagli studiosi con la Porticus Minucia Vetus o Frumentaria e con il tempio delle Ninfe o dei Lari Permarini.

Riapre Sant’Urbano alla Caffarella

Nel cuore della Valle della Caffarella torna visitabile la Chiesa di Sant’Urbano, originariamente edificata come tempio dedicato a Cerere nel II secolo d.C. e successivamente trasformata in luogo di culto cristiano.

L’edificio conserva preziosi affreschi risalenti all’XI e al XVII secolo, quest’ultimi realizzati durante il profondo intervento di rinnovamento promosso da papa Urbano VIII. Nell’ambito dello stesso progetto è stato interessato da lavori di manutenzione straordinaria anche il vicino Ninfeo di Egeria.

Tornano accessibili due grandi mausolei

Nel quartiere del Pigneto riapre il Torrione Prenestino, uno dei più grandi mausolei di età augustea presenti a Roma, con un diametro di 41 metri. Il monumento è stato oggetto di un restauro conservativo e di un nuovo progetto di illuminazione artistica.

Nuova vita anche per il Mausoleo di Monte del Grano, imponente sepolcro del II secolo d.C. situato in piazza dei Tribuni, nelle vicinanze del Parco archeologico di Centocelle. Da questo monumento proviene il celebre sarcofago con scene della vita di Achille, custodito ai Musei Capitolini dal 1590.

Recuperati sepolcri, ville e antiche strutture rurali

Gli interventi hanno interessato anche il Sepolcro di Largo Talamo, nel quartiere San Lorenzo, e un settore del Sepolcreto della via Ostiense, presso la Rupe di San Paolo.

Qui sono state restaurate nove tombe databili al II secolo d.C., testimonianza dell’evoluzione dei riti funerari romani dal sistema dell’incinerazione a quello dell’inumazione. Nuovi pannelli didattici, ricostruzioni e un moderno impianto di illuminazione contribuiscono oggi a valorizzare il sito.

Tra i luoghi recuperati figurano inoltre la grande Cisterna di via Cristoforo Colombo, risalente al II secolo d.C., e i resti della Villa romana di Tor de’ Cenci, una residenza suburbana frequentata per oltre cinque secoli, dal I secolo a.C. fino al V secolo d.C.

Il calendario delle aperture

Domenica 7 giugno

  • 10.00 – 13.00: Mausoleo di Monte del Grano
  • 15.00 – 18.00: Sepolcro di Largo Talamo

Sabato 13 giugno

  • 10.00 – 13.00: Chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella

Le visite della seconda metà del mese

Domenica 14 giugno

  • 10.00 – 13.00: Villa romana di Tor de’ Cenci
  • 10.00 – 13.00: Area archeologica del Circo Massimo integrata

Domenica 21 giugno

  • 10.00 – 13.00: Torrione Prenestino
  • 15.00 – 18.00: Area archeologica di via delle Botteghe Oscure

Domenica 28 giugno

  • 10.00 – 13.00: Rupe di San Paolo
  • 15.00 – 18.00: Cisterna di via Cristoforo Colombo

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

Tutte le visite saranno accompagnate da guide specializzate e saranno completamente gratuite, fino al raggiungimento della capienza massima prevista per ciascun sito.

Al termine del programma di aperture straordinarie, le aree restaurate entreranno stabilmente nel circuito dei luoghi visitabili su richiesta o in occasione di eventi speciali, ampliando così l’offerta culturale e archeologica della Capitale.

Redazione

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