Caldo record nelle scuole dell’infanzia di Roma: aule roventi e proteste dei genitori

Allarme caldo nelle scuole dell’infanzia di Roma: aule senza condizionamento, bambini in difficoltà e richieste di interventi urgenti dai municipi

iscrizioni scuole superiori

A Roma e nell’area metropolitana torna con forza il problema del caldo estremo nelle scuole dell’infanzia, con segnalazioni sempre più frequenti da parte di genitori, dirigenti scolastici e municipi. In diversi istituti, le temperature elevate stanno rendendo difficoltoso lo svolgimento delle attività quotidiane, soprattutto nelle strutture prive di impianti di climatizzazione.

Uno dei casi riportati riguarda la scuola dell’infanzia “Ape birichina” di via Giorgio Perlasca, nel quartiere Collatino, dove, secondo il racconto di un genitore, i bambini sarebbero costretti a fare accoglienza in giardino per evitare le aule surriscaldate. All’interno delle classi, le finestre verrebbero mantenute oscurate nel tentativo di limitare l’ingresso del calore, ma senza risultati sufficienti a garantire condizioni vivibili.

La situazione, tuttavia, non sarebbe isolata. Nel corso di una recente commissione capitolina congiunta Scuola–Lavori pubblici, è emerso che diverse scuole dell’infanzia della Capitale si trovano in condizioni analoghe, con locali non dotati di sistemi di raffrescamento adeguati e temperature che, nelle giornate più calde, raggiungono livelli critici.

Sul tema è intervenuta la presidente della commissione Scuola, Carla Fermariello, sottolineando che una campagna strutturata per l’installazione dei condizionatori nelle materne non è ancora stata avviata, pur rappresentando un obiettivo futuro dell’amministrazione. Parallelamente, è stato ricordato come un lavoro più avanzato sia già stato realizzato sugli asili nido, con 87 strutture dotate di impianti di climatizzazione, soprattutto tra quelle aperte nel mese di luglio.

Per le scuole dell’infanzia, invece, la situazione appare ancora in fase embrionale. Secondo quanto riferito da tecnici del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici, non esiste al momento un piano operativo strutturato, anche se sono in corso interventi su alcune situazioni particolarmente critiche. L’assenza di un progetto organico rende però complessa la gestione delle emergenze diffuse sul territorio.

Il problema del caldo nelle scuole non è nuovo per la Capitale. Già negli anni precedenti era stato evidenziato come molte strutture scolastiche, soprattutto prefabbricate o di vecchia costruzione, presentino caratteristiche che amplificano l’effetto delle alte temperature estive. Pareti sottili, scarsa ventilazione e assenza di isolamento termico contribuiscono a rendere gli ambienti interni particolarmente difficili da gestire nei mesi di fine primavera e inizio estate.

Le segnalazioni arrivano da più municipi. Nel Municipio V, ad esempio, viene evidenziato come su 24 nidi, 16 siano climatizzati, mentre per le 24 scuole dell’infanzia si registrano difficoltà diffuse e interventi ancora limitati, spesso sostenuti da fondi municipali. Nel Municipio XIII, invece, sono state indicate criticità in alcune strutture come il nido “I cuccioli” e la scuola “Piccoli girasoli”, dove si valutano soluzioni temporanee come l’installazione di ventilatori.

Situazioni analoghe vengono segnalate anche nel Municipio I, dove si chiede un intervento mirato sulle materne, e in altre aree della città, dove famiglie e personale scolastico riportano condizioni di disagio sempre più frequenti. In alcuni casi, come alla scuola “Giramondo” del Villaggio Olimpico, sono stati segnalati anche malori, spossatezza e difficoltà fisiche tra bambini e operatori, in giornate in cui le temperature interne hanno raggiunto picchi intorno ai 34 gradi.

Anche fuori dal Comune di Roma, il problema si estende ai comuni limitrofi. A Monterotondo, ad esempio, la dirigente di un istituto comprensivo ha scritto al sindaco per chiedere interventi urgenti, sottolineando come i ventilatori installati non siano sufficienti a fronteggiare le alte temperature registrate nelle aule.

Le amministrazioni locali riconoscono la complessità del problema, legato sia alla necessità di risorse economiche sia a una pianificazione strutturale ancora incompleta. Nel frattempo, si valutano interventi temporanei per affrontare l’emergenza immediata, ma resta aperto il nodo di una strategia complessiva per adeguare le scuole dell’infanzia alle nuove condizioni climatiche.

Con estati sempre più calde e prolungate, il tema della sostenibilità termica degli edifici scolastici si conferma una delle sfide più urgenti per il sistema educativo cittadino, soprattutto per le strutture frequentate dai più piccoli.

Redazione

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