Open bus, Roma ostaggio dei torpedoni turistici

Dal Terminal di Termini al Colosseo, il viaggio tra traffico, smog e fermate che soffocano il centro storico. Mentre i bus Atac restano bloccati, i pullman scoperti invadono le strade simbolo della Capitale

Una colonna ininterrotta di autobus scoperti attraversa ogni giorno il cuore di Roma, trasformando il centro storico in un enorme terminal turistico a cielo aperto. Dal piazzale della stazione Termini fino al Colosseo, passando per via Veneto, piazza Barberini, il Lungotevere e piazza Venezia, gli open bus si fanno largo tra auto, mezzi pubblici e pedoni, contribuendo a congestionare una viabilità già al limite.

Il risultato è una città dove romani, pendolari e lavoratori restano imbottigliati nel traffico mentre migliaia di turisti vengono accompagnati lungo itinerari panoramici che attraversano le zone più delicate e monumentali della Capitale.

Il Terminal di via Marsala, da qui parte il serpentone

Il viaggio inizia davanti alla stazione Termini. In via Marsala, il cosiddetto Terminal degli open bus è diventato una vera stazione dedicata ai pullman turistici. Gli stalli ricordano binari ferroviari, delimitati da paline informative, totem pubblicitari e strutture fissate al suolo che, negli anni, hanno conquistato porzioni sempre più ampie di spazio pubblico.

Qui i motori restano spesso accesi per alimentare l’aria condizionata mentre gli addetti delle compagnie cercano clienti appena usciti dalla stazione.

«Hop-On Hop-Off!» è il richiamo continuo rivolto ai turisti appena arrivati a Roma.

Intanto via Marsala, già ridotta a un’unica corsia per il traffico ordinario, si trasforma in un imbuto dove i giganteschi autobus attendono il proprio turno per dirigersi verso il centro.

Dal cuore degli affari al museo a cielo aperto

Lasciata Termini, il convoglio dei torpedoni attraversa alcune delle aree più delicate della città.

Gli ingorghi diventano quotidiani tra piazza Verdi, via Veneto, via Pinciana e via del Tritone, dove hanno sede ministeri, grandi aziende, studi professionali e uffici pubblici.

In piazzale Ugo La Malfa, i pullman finiscono persino per oscurare la vista sul Circo Massimo, mentre in piazza Barberini devono convivere con ben nove linee Atac, sottraendo spazio al trasporto pubblico.

Anche via Ludovisi, già stretta per la presenza della sosta irregolare, si trasforma frequentemente in un parcheggio per i bus turistici.

Tra Porta Pinciana e il Vaticano

Il percorso prosegue attraversando Villa Borghese, il Muro Torto e le Mura Aureliane, passando sotto l’arco di Porta Pinciana prima di dirigersi verso il centro monumentale.

Tra piazza Venezia, Largo Argentina e il Lungotevere, la convivenza tra autobus turistici, taxi, Ncc, mezzi pubblici, biciclette, monopattini e cortei istituzionali rende la circolazione sempre più complessa.

Uno dei punti più critici è lungotevere Tor di Nona, dove gli open bus effettuano una delle fermate più frequentate, a pochi passi da Castel Sant’Angelo e dal Vaticano.

Qui i marciapiedi vengono occupati contemporaneamente dai turisti in attesa, dalle paline informative delle compagnie private e dalla fermata della linea 280 Atac, creando una promiscuità che alimenta ulteriormente il caos.

Santa Maria Maggiore soffocata dal traffico

Anche il quadrante di piazza dell’Esquilino vive ogni giorno situazioni simili.

La Basilica di Santa Maria Maggiore, meta di migliaia di pellegrini dopo la sepoltura di Papa Francesco, si ritrova circondata dai pullman turistici che sostano nelle vicinanze per consentire salita e discesa dei passeggeri.

Non è raro vedere contemporaneamente tre open bus impegnati negli incroci della piazza, mentre il traffico resta completamente paralizzato.

Il peso sul trasporto pubblico

L’effetto più evidente ricade sul trasporto pubblico.

Su via Nazionale, già percorsa ogni giorno da numerose linee Atac, gli autobus di linea devono dividere carreggiate e fermate con i mezzi turistici, aumentando ritardi e tempi di percorrenza.

Lo stesso accade nelle aree di piazza Venezia, via del Teatro Marcello, via Nicola Salvi e via di San Gregorio, dove gli open bus accompagnano i visitatori davanti ai monumenti simbolo della città.

Il nodo dei costi e delle regole

Il fenomeno alimenta anche il dibattito sulle regole di accesso al centro storico.

Le compagnie degli open bus, infatti, corrispondono al Comune un ticket giornaliero di 17 euro per l’ingresso nella Ztl, una cifra che continua a far discutere se confrontata con l’impatto che questi mezzi hanno sulla mobilità e sul decoro urbano.

Tra traffico cronico, smog, occupazione di suolo pubblico e fermate sempre più numerose, il modello degli autobus turistici continua a dividere.

Per i visitatori rappresenta un modo comodo per scoprire Roma. Per chi la vive ogni giorno, invece, quei bisonti colorati sono ormai diventati uno degli ingranaggi che alimentano la paralisi quotidiana della Capitale. Si legge su ‘Il Messaggero’.

Redazione

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