Una sentenza destinata a pesare anche sul futuro del progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Il Tribunale civile di Roma ha condannato uno degli ex occupanti delle aree destinate all’impianto a versare al Campidoglio quasi 314mila euro tra risarcimento danni e spese legali, riconoscendo l’occupazione senza titolo del terreno comunale.
Il provvedimento, emesso dalla Seconda sezione civile, stabilisce un risarcimento di 219.500 euro, a cui si aggiungono 21.886 euro di spese legali e gli ulteriori oneri previsti dalla sentenza.
Veloccia: “L’amministrazione aveva ragione”
Per il Campidoglio si tratta di una decisione che rafforza il percorso avviato per la realizzazione dello stadio.
«Questa sentenza dimostra la correttezza dell’operato dell’Amministrazione che non ha “cacciato le persone” come qualcuno ha provato a dire, ma si è semplicemente e giustamente riappropriata di aree che già erano state espropriate. Ora andiamo avanti con l’iter per la realizzazione dello stadio a Pietralata», ha dichiarato l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia.
La battaglia sull’usucapione
La vicenda nasce con l’avvio del progetto del nuovo stadio della Roma. Le aree interessate appartengono al Comune, ma risultavano occupate da tre nuclei familiari che detenevano gli immobili non come proprietari, bensì come detentori precari, con l’obbligo di rilasciarli su semplice richiesta dell’amministrazione.
Per evitare lo sgombero, gli occupanti avevano tentato la strada dell’usucapione, sostenendo di aver acquisito la proprietà grazie al possesso protratto per oltre vent’anni.
La richiesta, però, è stata respinta e nell’agosto del 2024 si è proceduto allo sgombero delle aree, uno dei momenti che segnò l’inizio delle proteste del movimento contrario al nuovo impianto.
Il Tribunale: occupazione senza titolo
Nelle motivazioni della sentenza, la giudice evidenzia come i ricorrenti non abbiano dimostrato i presupposti necessari per ottenere l’usucapione.
«Acclarato che l’unico titolo di godimento vantato in giudizio dalla parte attrice in effetti non sussistesse, non avendo la parte attrice in usucapione dimostrato i fatti costitutivi della domanda, va da sé che debba riconoscersi, in favore di Roma Capitale, un credito risarcitorio per l’occupazione dei cespiti meglio descritti in atti, per via dell’occupazione perpetrata senza titolo».
Tradotto, il Tribunale ha riconosciuto che l’occupazione è avvenuta senza alcun titolo legittimo, attribuendo così al Comune il diritto al risarcimento.
Come è stata calcolata la cifra
Per quantificare il danno, il Tribunale ha preso come riferimento il valore locativo di immobili con caratteristiche analoghe.
Il calcolo è stato effettuato stimando un canone annuo di circa 11mila euro, moltiplicato per i 26 anni e mezzo di occupazione, dal 1997 al 2024, arrivando così all’importo riconosciuto in favore del Campidoglio.
Niente appello all’orizzonte
Un elemento lascia ipotizzare che la vicenda giudiziaria possa concludersi qui.
Pochi giorni prima dell’udienza, infatti, i ricorrenti avevano depositato una rinuncia agli atti del giudizio, chiedendo l’estinzione della causa. La richiesta non è stata accolta perché il Campidoglio non ha prestato il proprio consenso, condizione necessaria affinché la rinuncia producesse effetti.
Proprio questa scelta rende ora poco probabile un ricorso in appello, considerato che gli stessi ricorrenti avevano manifestato la volontà di abbandonare il procedimento prima della decisione del Tribunale.
La sentenza riguarda un singolo nucleo familiare, ma rappresenta un passaggio significativo anche sul fronte delle contestazioni che, negli ultimi anni, hanno accompagnato il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata.
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