Maxi operazione al porto di Civitavecchia, dove la Guardia di Finanza e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato 370 camini a bioetanolo provenienti dalla Cina. I dispositivi, destinati al mercato italiano, sono stati ritenuti non conformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea.
L’intera spedizione è stata sottoposta a sequestro penale, mentre il rappresentante legale della società importatrice è stato denunciato per l’ipotesi di reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, fattispecie che comporta anche responsabilità amministrativa ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001.
I controlli e le irregolarità riscontrate
L’operazione è nata da un’attività di monitoraggio delle merci in arrivo nello scalo portuale. L’analisi della documentazione relativa alle spedizioni marittime ha permesso di individuare un container sospetto, successivamente sottoposto a controlli approfonditi.
Gli accertamenti, condotti dal gruppo della Guardia di Finanza di Civitavecchia insieme al personale dell’ufficio Adm Lazio 3, hanno evidenziato che la marcatura “CE” apposta sui prodotti risultava ingannevole. Il marchio, infatti, attestava requisiti di sicurezza e conformità non corrispondenti a quelli reali, in violazione del Regolamento (CE) 765/2008.
Il rischio per i consumatori
La presenza della marcatura CE rappresenta una garanzia fondamentale per i consumatori, certificando che il prodotto rispetta gli standard europei in materia di sicurezza, salute e tutela ambientale. Nel caso dei camini a bioetanolo, tale certificazione è particolarmente rilevante, considerando la natura altamente infiammabile del combustibile utilizzato.
Secondo quanto emerso dalle verifiche, l’assenza di adeguati test certificati avrebbe potuto esporre gli utilizzatori a rischi concreti. Tra questi, il pericolo di incendi, il difettoso contenimento delle fiamme, problemi nella tenuta dei serbatoi e il possibile rilascio di emissioni nocive in ambienti chiusi.
Le conseguenze legali
A seguito delle irregolarità riscontrate, le autorità hanno proceduto al sequestro dell’intero carico. Il legale rappresentante della società destinataria dei prodotti è stato segnalato all’autorità giudiziaria per la commercializzazione di prodotti con marchi ingannevoli.
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