Le nuove disposizioni sugli autovelox sono entrate ufficialmente in vigore dalla mezzanotte, introducendo un sistema di controlli più preciso sui dispositivi utilizzati per rilevare il superamento dei limiti di velocità . Il decreto del Ministero delle Infrastrutture nasce con l’obiettivo di regolamentare un settore al centro di numerosi contenziosi, soprattutto per le questioni legate alle omologazioni degli apparecchi e ai ricorsi degli automobilisti.
A Roma, però, l’applicazione delle nuove regole si traduce in una situazione ancora caratterizzata da numerosi impianti non operativi. Sul territorio della Capitale sono presenti circa 130 autovelox, ma attualmente soltanto una parte ridotta risulta attiva: gli apparecchi funzionanti sono poco più di una ventina.
Molti dispositivi installati negli anni hanno infatti più di un decennio di servizio e dovranno essere sottoposti a verifiche tecniche prima di poter essere nuovamente utilizzati. Il Comune di Roma ha già avviato un censimento degli impianti di propria competenza, un passaggio necessario per accertare il rispetto dei nuovi requisiti previsti dalla normativa e ottenere la certificazione richiesta.
Il percorso di adeguamento appare più articolato per gli autovelox gestiti da enti diversi dal Campidoglio. Anche in questo caso, infatti, sarà necessario completare le procedure di controllo prima di procedere alla riattivazione dei dispositivi eventualmente sospesi.
Restano invece regolarmente in funzione gli impianti installati più recentemente e già conformi alle disposizioni previste. Tra questi figurano i sistemi di controllo della velocità presenti nella Galleria Giovanni XXIII, sulla via del Mare, sulla Cristoforo Colombo e sulla Tangenziale, che continuano a monitorare il traffico senza interruzioni.
La riduzione degli apparecchi attivi ha avuto conseguenze anche sugli introiti derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità . I dati relativi al 2025 mostrano infatti un calo significativo rispetto all’anno precedente: gli incassi del Comune di Roma sono passati da circa 4,8 milioni di euro a 2,3 milioni di euro.
Il ridimensionamento degli introiti ha portato la Capitale a scendere nella graduatoria nazionale dei Comuni con maggiori entrate generate dalle multe per violazioni dei limiti di velocità , arrivando al dodicesimo posto.
A registrare risultati molto diversi è il Comune di Fiumicino, che ha superato Roma con entrate vicine ai 7 milioni di euro. Un dato quasi triplo rispetto a quello della Capitale, favorito anche dalla presenza di un numero maggiore di dispositivi effettivamente operativi sul territorio.
La nuova fase di controllo sugli autovelox punta quindi a garantire maggiore uniformità e certezza nell’utilizzo degli strumenti elettronici. Le verifiche in corso determineranno quali apparecchi potranno tornare in servizio e quali, invece, dovranno essere aggiornati o sostituiti.
Nel frattempo, resta centrale il tema della sicurezza stradale. Il rispetto dei limiti di velocità continua a rappresentare uno degli strumenti principali per prevenire gli incidenti, indipendentemente dalla presenza o meno dei dispositivi automatici di controllo.
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