Polizia locale Roma, 1300 idonei attendono lo scorrimento della graduatoria

A Roma circa 1300 idonei al concorso della polizia locale attendono lo scorrimento della graduatoria, fermo da maggio 2025 tra dubbi e richieste al Campidoglio

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La graduatoria del concorso per la polizia locale di Roma rischia di perdere efficacia senza nuovi scorrimenti, mentre circa 1.300 candidati idonei attendono ancora una possibile assunzione. È questa la denuncia del comitato che riunisce gli aspiranti agenti, rappresentato da Stefano, secondo cui il blocco delle procedure assunzionali sarebbe iniziato nel maggio 2025 e starebbe lasciando migliaia di professionisti in una situazione di incertezza.

La graduatoria era stata pubblicata nel febbraio 2024 e prevedeva una prima fase di assunzioni da 800 unità, come stabilito dal bando. Nei mesi successivi sono arrivati ulteriori scorrimenti, portando il numero complessivo degli ingressi a circa 1.350 persone entro luglio 2026, poco più della metà degli idonei presenti nell’elenco. Tuttavia, secondo il comitato, la restante parte dei candidati rischia di rimanere esclusa nonostante il superamento di tutte le prove previste.

Il nodo principale riguarda le nuove assunzioni annunciate dall’amministrazione capitolina. Il sindaco di Roma aveva comunicato pubblicamente la possibilità di procedere con uno scorrimento della graduatoria per circa 500 nuovi agenti, ma il numero indicato nei documenti ufficiali sarebbe stato successivamente ridimensionato. Nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao), infatti, la previsione sarebbe scesa a 150 unità, una cifra che gli idonei giudicano insufficiente rispetto alle esigenze della città.

Anche queste assunzioni, secondo il comitato, non sarebbero ancora operative. La procedura sarebbe infatti legata a uno scostamento di bilancio previsto per la fine di luglio, il cui esito resta incerto. Gli idonei contestano così una situazione definita di “limbo burocratico”, nella quale le promesse pubbliche non avrebbero trovato piena corrispondenza negli atti amministrativi.

Secondo Stefano, la motivazione economica indicata dal Campidoglio non sarebbe sufficiente a spiegare il rallentamento delle assunzioni. Il rappresentante del comitato evidenzia infatti che Roma Capitale raccoglierebbe ogni anno importanti entrate dalle multe stradali, stimate tra 155 e 200 milioni di euro, oltre a circa 300 milioni derivanti dalla tassa di soggiorno. Quest’ultima, dopo recenti modifiche normative, potrebbe essere destinata anche al rafforzamento della sicurezza urbana e del personale collegato.

Il comitato sostiene inoltre di aver richiesto chiarimenti al ministero dell’Economia, ricevendo indicazioni secondo cui dal primo gennaio 2025 il Comune di Roma non sarebbe soggetto a particolari vincoli assunzionali tali da impedire nuovi ingressi. Secondo questa interpretazione, l’amministrazione avrebbe quindi margini per procedere con un rafforzamento significativo dell’organico.

La carenza di personale rappresenta uno dei punti centrali della protesta. La pianta organica della polizia locale capitolina prevederebbe circa 8.000 agenti per una città con quasi tre milioni di abitanti, mentre gli operatori attualmente in servizio sarebbero circa 6.000. Negli ultimi due anni, a fronte di 1.350 nuove entrate, si sarebbero registrate circa 600 uscite tra pensionamenti, dimissioni e trasferimenti. Il saldo effettivo sarebbe quindi di circa 750 agenti aggiuntivi, un incremento considerato dal comitato insufficiente in vista della nuova ondata di pensionamenti prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Il confronto viene fatto anche con altre grandi città italiane. Gli idonei citano il caso di Milano, dove l’amministrazione programmerebbe assunzioni regolari per circa 250 agenti ogni anno, nonostante un territorio urbano più limitato rispetto alla Capitale.

Nel frattempo, il Campidoglio ha introdotto i cosiddetti “tutor della notte”, figure civili incaricate del presidio serale e notturno delle strade. Una scelta che il comitato contesta, sostenendo che tali operatori non possiedano qualifiche specifiche di polizia e non possano sostituire il lavoro degli agenti. Secondo gli idonei, il rischio sarebbe quello di aumentare gli interventi richiesti alla polizia locale senza fornire un reale supporto operativo.

A pesare sulla vicenda c’è anche la mancanza di un confronto istituzionale. Il comitato afferma di aver inviato diverse richieste tramite PEC e domande di incontro agli uffici competenti, compreso il vice capo di Gabinetto Giulio Bucarini, responsabile della gestione del personale, senza ottenere risposte.

La scadenza della graduatoria, fissata per febbraio 2027, rappresenta ora il principale elemento di preoccupazione. Gli idonei chiedono un intervento concreto per evitare che una graduatoria composta da candidati già selezionati e formati venga inutilizzata, mentre la città continua ad affrontare una carenza di organico nella polizia locale.

Redazione

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