Droga e telefoni a Rebibbia, smantellata la rete dello spaccio

Dieci arresti nel carcere romano: l'organizzazione avrebbe gestito il traffico di stupefacenti direttamente dalle celle

Una vera e propria piazza di spaccio attiva all’interno del carcere di Rebibbia, gestita direttamente dai detenuti. È quanto hanno scoperto gli agenti del Nucleo investigativo della Polizia penitenziaria di Roma al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha portato all’arresto di dieci persone.

Secondo gli investigatori, il gruppo criminale avrebbe organizzato un sistema stabile per il traffico di sostanze stupefacenti all’interno della casa circondariale romana, avvalendosi anche della collaborazione di persone all’esterno dell’istituto.

Tre presunti capi dell’organizzazione

Tra gli indagati figurano tre detenuti ritenuti i promotori dell’associazione a delinquere, accusati di aver coordinato l’attività di spaccio direttamente dalle celle.

L’inchiesta, avviata nel 2023, ha consentito di ricostruire il funzionamento dell’organizzazione e il ruolo dei singoli componenti, fino all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Gip.

Cellulari in carcere e accuse di traffico di armi

Le indagini hanno inoltre documentato l’utilizzo di telefoni cellulari all’interno del penitenziario, motivo per cui alcuni degli arrestati sono stati iscritti nel registro degli indagati anche per il reato di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

A quattro indagati viene contestato anche un episodio di traffico di armi, emerso nel corso degli accertamenti investigativi.

Trasferiti fuori dal Lazio

Per interrompere ogni collegamento con la presunta organizzazione criminale, tutti gli arrestati sono stati trasferiti in istituti penitenziari fuori dal Lazio.

Per i tre detenuti ritenuti ai vertici del gruppo è stata inoltre disposta l’assegnazione ai circuiti penitenziari di Alta Sicurezza, come previsto dalla normativa vigente.

Operazione della Polizia penitenziaria

L’operazione è stata eseguita all’alba dagli agenti del Nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria di Roma, con il coordinamento del Nucleo investigativo centrale. All’intervento hanno partecipato numerose unità provenienti da diversi nuclei investigativi regionali, supportate anche dalle unità cinofile del Corpo.

L’inchiesta prosegue per chiarire l’intera rete di contatti e le eventuali ulteriori responsabilità legate all’organizzazione criminale.

Redazione

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