Nel giro di appena sei giorni, un negozio di cosmetici situato nell’area commerciale della stazione Termini è stato preso di mira due volte dallo stesso uomo. Nel primo episodio il rapinatore, armato di coltello, si è fatto consegnare l’incasso dalla commessa. Prima di fuggire, ha lasciato sul bancone due banconote da 10 dinari libici, per un valore complessivo di circa 2,50 euro, gesto interpretato come un tentativo di simulare un pagamento.
Pochi giorni dopo, lo stesso individuo è tornato nell’attività commerciale. Anche in questa occasione ha agito sotto minaccia, riuscendo a sottrarre il denaro direttamente dalle mani di una dipendente prima di allontanarsi rapidamente.
Le indagini e la caccia all’uomo
Dopo le denunce delle vittime sono immediatamente scattate le indagini. Attraverso l’analisi degli elementi raccolti e le testimonianze, gli investigatori sono riusciti a ricostruire un identikit del sospettato, organizzando servizi mirati anche in abiti civili nell’area della stazione Termini. L’uomo è stato infine individuato mentre si dirigeva verso la stazione. Accortosi di essere stato riconosciuto, ha tentato la fuga, ma è stato raggiunto e bloccato dopo un breve inseguimento nelle vie limitrofe.
Il fermo e gli elementi decisivi
Durante la perquisizione sono stati trovati indizi ritenuti significativi dagli inquirenti, tra cui un cappello compatibile con quello utilizzato durante le rapine e alcune banconote in dinari libici della stessa tipologia di quelle lasciate nel negozio durante il primo colpo. Determinante anche il riconoscimento diretto da parte delle vittime, che hanno indicato l’uomo come autore di entrambe le rapine. Per lui, un cittadino originario del Mali, è scattato il fermo.
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