Centrale del latte di Roma, decade il consiglio di amministrazione: nuova assemblea il 15 ottobre

Le dimissioni dei due consiglieri indicati da Finlatte hanno fatto scattare la decadenza dell’intero organo amministrativo

bilancio finanziario

Nuovo capitolo nella complessa vicenda della Centrale del latte di Roma. Dopo le dimissioni dei due consiglieri espressi da Finlatte alla fine di luglio, l’azienda ha dovuto dichiarare decaduto l’intero consiglio di amministrazione, come previsto dallo statuto societario.

Una situazione che rappresenta un ulteriore ostacolo per la società, impegnata da tempo in un difficile percorso di rilancio dopo la fine del rapporto industriale con Parmalat.

La questione sarà affrontata il prossimo 15 ottobre, data fissata per l’assemblea degli azionisti. Tra i punti all’ordine del giorno figurano la presa d’atto della decadenza del consiglio di amministrazione, la nomina del nuovo organo amministrativo e l’individuazione del nuovo presidente.

Dovranno inoltre essere nominati il collegio sindacale e il relativo presidente.

Le dimissioni dei rappresentanti Finlatte

La crisi dell’organo amministrativo è iniziata il 29 luglio, quando i consiglieri indicati da Finlatte, Nicolò Carandini ed Enrico Scorsolini, hanno formalizzato le proprie dimissioni.

Secondo quanto ricostruito, la decisione sarebbe maturata su impulso del consiglio di amministrazione di Finlatte, che avrebbe ritenuto non più rinviabile un cambiamento nelle modalità di gestione della Centrale del latte.

Le dimissioni dei due consiglieri hanno prodotto l’effetto previsto dallo statuto: la decadenza dell’intero consiglio di amministrazione.

La composizione societaria della Centrale del latte

Per conoscere il futuro assetto della società bisognerà attendere l’autunno. La compagine azionaria della Centrale del latte di Roma vede come principale socio Roma Capitale, con una quota dell’81,73%.

A seguire c’è Finlatte, che detiene il 16%, mentre il restante capitale è distribuito tra Produttori latte Casilina Scarl con il 2,22% e Produttori latte Aurelia Scarl.

Un rilancio ancora difficile dopo il divorzio da Parmalat

La situazione della Centrale resta complessa anche dal punto di vista economico. L’ultimo bilancio approvato dall’assemblea dei soci, relativo al 2025, ha evidenziato una perdita di 10.760.200 euro, con un peggioramento rispetto all’anno precedente.

A pesare sulla società è stata soprattutto la fine del rapporto con Parmalat, che ha comportato la perdita del contratto ventennale legato alla produzione di oltre 30 milioni di litri di latte e panna.

Le strategie per il rilancio dell’azienda

Nonostante le difficoltà, la società sta cercando nuove strade per recuperare competitività.

Il presidente Fabio Massimo Pallottini aveva spiegato che tra le strategie adottate rientrano la produzione di latte UHT, diventata operativa alla fine di dicembre grazie a un investimento di 6 milioni di euro, e lo sviluppo del settore delle produzioni per conto terzi, considerato in crescita.

L’obiettivo è compensare progressivamente la perdita delle attività legate al precedente accordo con Parmalat.

Il contenzioso tra Roma Capitale e Parmalat

Sullo sfondo resta inoltre il lungo contenzioso tra Roma Capitale e Parmalat, una disputa che dura da circa trent’anni e riguarda il controllo del 75% delle azioni della Centrale del latte di Roma e i dividendi maturati nel corso degli anni.

Il sindaco Roberto Gualtieri, attraverso una memoria approvata dalla giunta comunale, ha incaricato il direttore generale Albino Ruberti di individuare un percorso condiviso con Parmalat per arrivare a una soluzione definitiva della controversia.

La decisione è arrivata anche alla luce degli sviluppi giudiziari più recenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza 34221/2025, ha annullato la precedente decisione della Corte d’Appello del 2022, che prevedeva il trasferimento delle quote Parmalat a Roma Capitale e la restituzione dei dividendi distribuiti tra il 2005 e il 2012, per un valore superiore ai 41 milioni di euro, oltre agli interessi.

La nuova udienza davanti alla Corte d’Appello in diversa composizione è fissata per il prossimo 5 ottobre.

Redazione

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