Un cittadino macedone ritenuto coinvolto in una vasta rete di traffico di droga è stato arrestato dalla Polizia di frontiera all’aeroporto di Fiumicino. L’uomo era riuscito a sottrarsi all’operazione antidroga scattata nel novembre 2024, ma le indagini sono proseguite anche fuori dall’Italia fino al suo rintraccio in Polonia.
Dopo il ritorno sul territorio nazionale, è scattato il fermo sulla base di un mandato di arresto europeo emesso dal gip del Tribunale dell’Aquila su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il successivo trasferimento nel carcere di Rieti ha dato esecuzione al provvedimento nei suoi confronti.
Il ruolo nell’organizzazione criminale
L’uomo è accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e allo spaccio. Secondo quanto emerso dall’inchiesta condotta dalla Sezione antidroga della Squadra Mobile e dalla Sisco dell’Aquila, avrebbe avuto un ruolo centrale all’interno del gruppo criminale attivo tra l’Abruzzo e il Lazio.
Le indagini, sviluppate tra novembre 2022 e giugno 2024, hanno ricostruito l’attività di una rete dedita principalmente alla distribuzione di cocaina. Gli investigatori hanno identificato circa 650 persone considerate clienti dell’organizzazione, delineando un sistema strutturato per la gestione delle cessioni.
Un sistema organizzato tra L’Aquila e Roma
Secondo la ricostruzione della Questura, il cittadino macedone sarebbe stato il braccio destro del presunto vertice del gruppo. Tra i suoi compiti ci sarebbero stati il coordinamento delle consegne, la gestione dello spaccio nell’area dell’Aquila e, in alcuni episodi, anche attività nella Capitale.
L’indagato avrebbe inoltre partecipato alla scelta dei luoghi utilizzati come depositi della droga e alla distribuzione diretta dello stupefacente. Il gruppo, secondo gli inquirenti, utilizzava diversi accorgimenti per rendere più difficile l’attività investigativa, tra cui telefoni cellulari continuamente trasferiti tra gli spacciatori e veicoli intestati a persone estranee all’organizzazione.
Gli arresti dopo il blitz del 2024
L’operazione condotta nel novembre 2024 aveva portato all’esecuzione di 22 misure cautelari in carcere e sei arresti domiciliari. Alcuni componenti della rete erano però riusciti inizialmente a evitare la cattura, spostandosi anche all’estero. Grazie alla collaborazione tra gli organismi investigativi italiani e il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, i quattro soggetti rimasti irreperibili sono stati progressivamente individuati e arrestati al loro rientro in Italia.
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