Basta una vetrina di souvenir, la ricerca di un po’ d’ombra o la voglia di una bibita fresca. Nel centro storico di Roma, attraversato ogni giorno da migliaia di turisti, sono sufficienti pochi istanti perché un bambino perda di vista i genitori. La mano sfugge a quella della mamma o del papà e, improvvisamente, il dedalo di strade e piazze della Capitale può trasformarsi in un labirinto.
A lanciare l’allarme sono generalmente i familiari, che iniziano a cercare il piccolo e a chiamarlo tra la folla. Altre volte sono invece passanti e turisti ad accorgersi di un minore rimasto solo, restando con lui in attesa dell’arrivo dei genitori o delle forze dell’ordine.
La corsa contro il tempo degli agenti
È in questi momenti che entrano in azione gli agenti della Polizia Locale del I Gruppo Centro. Le ricerche iniziano dal punto in cui il bambino è stato visto per l’ultima volta. Se necessario, l’allarme viene esteso via radio alle altre pattuglie, comunicando età, nazionalità, abbigliamento e tutte le informazioni utili all’identificazione.
Nella maggior parte dei casi bastano pochi minuti per ritrovare il minore, ma non mancano situazioni più complicate. Disorientati, alcuni bambini riescono infatti ad allontanarsi anche per oltre un chilometro. «Più le lancette dell’orologio corrono e più diventa complicato mettersi sulle tracce del bimbo», conferma Domenico Dieni, funzionario del I Gruppo Centro.
Preparazione e sensibilità tra migliaia di pedoni
Alla rapidità dell’intervento deve accompagnarsi la capacità di gestire una situazione particolarmente delicata: da una parte ci sono genitori spaventati, dall’altra piazze e strade affollate da migliaia di persone che possono rendere più difficili le ricerche.
«La scuola del Corpo prevede corsi pensati proprio per preparare gli agenti a fronteggiare situazioni che richiedono prontezza, sensibilità e delicatezza», racconta il funzionario. Una preparazione particolarmente importante nel cuore turistico della città, dal Colosseo a Fontana di Trevi, dal Pantheon a piazza di Spagna.
Almeno tre bambini ritrovati ogni mese
I numeri raccontano un’attività diventata quasi abituale: nel centro storico sono almeno tre al mese i minori ritrovati dagli agenti e riconsegnati alle proprie famiglie in tempi generalmente molto rapidi.
Tra gli episodi più recenti c’è quello del 29 maggio, quando una bambina turca di appena due anni era scomparsa dalla vista dei genitori davanti a Fontana di Trevi. Anche in quel caso le ricerche si erano concluse con il ricongiungimento della piccola con la famiglia.
I ringraziamenti delle famiglie straniere
Dietro ogni intervento resta soprattutto il sollievo dei genitori dopo minuti vissuti con grande apprensione. «La soddisfazione è tanta. Così come la riconoscenza nei nostri confronti», aggiunge Dieni.
Il funzionario ricorda in particolare la lettera di ringraziamento ricevuta dal consolato del Canada dopo un intervento portato a termine dagli agenti con professionalità e attenzione. Un riconoscimento per un’attività poco visibile che, tra le strade più affollate di Roma, può trasformare in pochi minuti la paura di una famiglia in un lieto fine.
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