È riuscita a chiedere aiuto grazie al segnale internazionale di soccorso fatto con una mano. Una bambina di 12 anni, secondo quanto riportato da Il Messaggero, avrebbe così denunciato le violenze sessuali subite dal compagno della madre, un uomo di 48 anni successivamente arrestato.
La minore era rimasta sola all’interno dell’auto davanti a un centro commerciale sulla via Casilina, quando ha visto passare una pattuglia della polizia. Ha portato il pollice all’interno del palmo e richiuso le altre dita, richiamando immediatamente l’attenzione degli agenti, che hanno riconosciuto la richiesta di aiuto e sono intervenuti.
Il racconto delle violenze durante il viaggio
Secondo la ricostruzione, gli abusi sarebbero avvenuti durante il tragitto da Zagarolo verso il Casilino. La dodicenne viaggiava sul sedile del passeggero accanto al 48enne quando l’uomo avrebbe iniziato a toccarla nelle parti intime, arrivando anche a slacciarle i pantaloni.
L’uomo avrebbe inoltre cercato di convincerla a non raccontare quanto accaduto, promettendole regali e chiedendole di mantenere il segreto. La bambina, però, avrebbe atteso il momento nel quale poter chiedere aiuto.
La pattuglia riconosce il segnale
L’occasione è arrivata quando il 48enne ha parcheggiato davanti al centro commerciale ed è sceso per effettuare alcuni acquisti. Rimasta nell’abitacolo, la dodicenne ha notato l’auto della polizia e ha immediatamente utilizzato il gesto di soccorso.
Gli agenti si sono avvicinati per capire cosa stesse succedendo. A quel punto la bambina è scoppiata a piangere. Quando l’uomo è uscito dal centro commerciale, i poliziotti lo hanno fermato e accompagnato insieme alla minore al commissariato Casilino. Il 48enne, apparso agli agenti in stato di ebbrezza, avrebbe negato di aver fatto del male alla ragazza.
La madre denuncia anche altre violenze
Al commissariato è stata convocata anche la madre della dodicenne, che ha creduto al racconto della figlia e ha denunciato il compagno anche per violenze che avrebbe subito personalmente.
Considerato lo stato di forte agitazione della minore, è stata richiesta un’ambulanza. Dopo gli accertamenti sanitari, alla bambina sarebbe stato riscontrato un forte stato di spavento legato al trauma, senza ulteriori problemi nelle condizioni generali.
L’audizione protetta e l’arresto
Per raccogliere il racconto della dodicenne con le necessarie cautele è intervenuta una psicologa della Procura, che ha effettuato un’audizione protetta. La professionista ha parlato a lungo con la minore, affrontando inizialmente temi come la scuola, gli amici e il rapporto con la madre, per poi ricostruire quanto sarebbe accaduto durante il viaggio.
La bambina è stata ritenuta credibile e le sue dichiarazioni sono state verbalizzate. Informato degli accertamenti, il magistrato ha quindi disposto l’arresto del 48enne, che è stato trasferito nel carcere di Rebibbia.
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