La condivisione cristiana “impegna a farsi carico della realtà e anche a smascherare le contraddizioni che caratterizzano la vita personale e sociale del mondo contemporaneo”. Lo ha sottolineato Leone XIV durante l’Udienza generale in piazza San Pietro, dedicata alla Costituzione pastorale Gaudium et spes. La Chiesa in ascolto e a servizio del mondo.
Tra le contraddizioni indicate dal Pontefice ci sono “l’incapacità a rinunciare al consumo egoistico e all’**illusione che la guerra sia una via efficace per costruire la pace”. Leone XIV, tornato tra i fedeli a bordo della jeep bianca scoperta, ha proseguito così il ciclo di catechesi dedicato a “I Documenti del Concilio Vaticano II”.
Le contraddizioni del progresso
“Ad esempio – ha proseguito il Pontefice -, un progresso scientifico e tecnologico, che offre sempre nuove possibilità, ma solo ad alcuni, e che non sempre l’essere umano riesce a porre ‘a suo servizio’; o una conoscenza più chiara delle ‘leggi della vita sociale’, accompagnata però da incertezze ‘sulla direzione da imprimervi’; o ancora, una maggiore disponibilità di ‘ricchezze, possibilità e potenza economica’, che purtroppo però, oggi come al tempo del Concilio, lascia ‘una grande parte degli abitanti del globo (…) ancora tormentata dalla fame e dalla miseria’; oppure, una consapevolezza condivisa che è in gioco il futuro del pianeta”.
Di fronte a queste sfide, per il Papa è necessario “uscire da ogni passività e indifferenza** dinanzi agli avvenimenti che accadono, alla storia e alla vita delle persone, soprattutto dinanzi al cambiamento rapido e profondo che oggi sperimentiamo”. Un richiamo alla responsabilità personale e collettiva davanti alle trasformazioni della società.
“Non è possibile restare spettatori”
“Non è possibile restare spettatori disinteressati, occorre invece ascoltare con il cuore, lasciarsi interpellare, farsi coinvolgere” ha esortato il Pontefice.
“Con Cristo e sorretti dalla forza del suo Spirito, i credenti sono chiamati a farsi carico delle difficoltà dei fratelli, soprattutto di coloro che sono schiacciati dall’ingiustizia, dalla discriminazione, dalla violenza” ha sottolineato. “Infatti, solo nella condivisione e nell’impegno è possibile arrivare a risposte adeguate, sempre sorretti dalla certezza che le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi”.
Una Chiesa chiamata a servire
“In un tempo segnato da profondi mutamenti, da cui derivano preoccupanti squilibri, la Chiesa è chiamata a servire l’essere umano, ascoltando e accogliendo gli interrogativi più profondi del suo cuore e gli aneliti che lo abitano, indicando nel Cristo ‘la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana’” ha sottolineato ancora il Santo Padre.
“Cari fratelli e sorelle, la gioia e la speranza – gaudium et spes – siano i tratti distintivi di una Chiesa che annuncia e testimonia il Vangelo, facendosi prossima alle donne e agli uomini del nostro tempo” ha poi concluso.
L’attenzione a poveri ed emarginati
Il documento Gaudium et spes “si concentra sulla responsabilità pastorale della Chiesa di impegnarsi nel mondo contemporaneo, condividendone gioie e dolori, e ci invita a un impegno per la conversione, a testimoniare l’opera di Cristo e a difendere i poveri e gli emarginati” ha rimarcato ancora Leone XIV nei saluti ai fedeli di lingua inglese.
“La Chiesa – ha sottolineato il Pontefice – è anche chiamata a essere attenta ai segni dei tempi, interpretandoli alla luce del Vangelo, affrontando così questioni urgenti come il progresso tecnologico, che avvantaggia solo alcuni e la persistenza della povertà diffusa. Nel nostro tempo, segnato da profondi cambiamenti e da molte ingiustizie, ciascuno di noi – ha esortato – è dunque chiamato a svolgere il proprio ruolo nell’accogliere e ascoltare le domande e i desideri più profondi del cuore umano, rendendo presente a tutti l’amore misericordioso di Cristo nostro Salvatore”.
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