Resta alta la tensione al Quarticciolo, nella periferia sud-est di Roma. Nella serata di martedì 2 settembre, due scooter sono stati dati alle fiamme nel quadrilatero compreso tra via Ostuni, via Molfetta, via Manfredonia e piazza del Quarticciolo, area da tempo interessata dal fenomeno dello spaccio.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Casilina, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto e individuare eventuali responsabili. Al momento non è stato stabilito se l’incendio sia collegato alle attività illecite presenti nella zona oppure abbia una diversa origine.
I due mezzi risultavano rubati
Un elemento al centro delle indagini riguarda la provenienza dei motorini: entrambi gli scooter risultavano rubati. Una circostanza che apre diverse ipotesi investigative sulla ragione per cui i mezzi siano stati successivamente incendiati.
Tra le possibilità al vaglio c’è anche quella che gli scooter possano essere stati utilizzati per commettere altri reati prima di essere dati alle fiamme, eventualmente nel tentativo di eliminare possibili tracce. Si tratta, tuttavia, di un’ipotesi che dovrà essere verificata dagli investigatori.
I precedenti nel quartiere
Non è la prima volta che nella zona vengono trovati motorini incendiati. Lo scorso dicembre, sempre in via Molfetta, tre scooter erano andati a fuoco poche ore dopo il furto di un cancello condominiale.
In precedenza, durante un’operazione antidroga della compagnia Casilina conclusa con cinque arresti tra il parco di via dei Larici e le strade circostanti, i militari avevano rinvenuto tra i lotti anche carcasse di altri motorini abbandonati e bruciati.
Accertamenti su eventuali collegamenti
Le indagini dei carabinieri proseguono per chiarire l’origine dell’incendio e verificare l’esistenza di eventuali collegamenti con altri reati commessi nelle stesse ore o nei giorni precedenti. Gli accertamenti dovranno inoltre stabilire se l’episodio possa essere ricondotto alle dinamiche criminali presenti nel quartiere.
Sul caso è intervenuta anche l’associazione di volontariato di zona ‘Semi di Luce’: “Non possiamo permettere che il quartiere diventi terreno di scontro della criminalità. È arrivato il momento di dichiarare guerra alle piazze di spaccio, con controlli, prevenzione e soprattutto una presenza costante dello Stato. Chiediamo un presidio fisso delle forze dell’ordine nei punti più critici. Non servono più parole. Servono azioni concrete”.
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