Trastevere, vandalizzate le pietre d’inciampo dedicate a due vittime della Shoah

Le targhe in ottone dedicate a Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto sono state ricoperte di vernice verde e nera. La Comunità ebraica di Roma denuncia un nuovo oltraggio alla memoria

trastevere

Le due pietre d’inciampo collocate in via Dandolo, nel quartiere Trastevere di Roma, sono state vandalizzate. Le targhe in ottone ricordano Michele Ezio Spizzichino e Aurelio Spagnoletto, due cittadini romani arrestati il 16 maggio 1944 nello stesso edificio e successivamente deportati nel campo di concentramento di Auschwitz, dove furono uccisi.

Le superfici delle pietre sono state ricoperte con vernice di colore verde e nero, cancellando temporaneamente i nomi delle due vittime incisi sulle targhe. L’episodio ha suscitato una forte reazione da parte della Comunità ebraica della Capitale, che ha denunciato il gesto come un attacco alla memoria della Shoah romana.

Le targhe erano già state colpite nel 2023

Non si tratta del primo episodio di danneggiamento ai danni delle pietre d’inciampo dedicate a Spizzichino e Spagnoletto. Già nel 2023 le targhe erano state oggetto di un atto vandalico, quando ignoti avevano tentato di bruciarle.

Le pietre d’inciampo fanno parte del progetto internazionale dell’artista tedesco Gunter Demnig, nato per mantenere vivo il ricordo delle persone perseguitate e deportate durante il nazifascismo attraverso piccole targhe installate davanti alle abitazioni dalle quali furono costrette a partire. A Roma sono numerosi i luoghi che custodiscono queste testimonianze della storia del Novecento, collocate per ricordare cittadini ebrei e vittime della persecuzione razziale.

La condanna della Comunità ebraica di Roma

Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, ha commentato l’accaduto definendolo “un nuovo oltraggio alla memoria della Shoah romana”. Secondo Fadlun, il danneggiamento delle pietre dedicate a Spizzichino e Spagnoletto rappresenta un gesto rivolto contro il ricordo di due persone deportate e assassinate durante la persecuzione nazifascista.

“Ancora uno sfregio alle pietre d’inciampo”, ha dichiarato Fadlun, ricordando che le due vittime avevano poco più di trent’anni quando furono arrestate e deportate ad Auschwitz. Il presidente della Comunità ebraica ha inoltre collegato il gesto alla volontà di colpire simbolicamente la memoria storica della città.

Il significato della memoria nella città di Roma

Secondo Fadlun, colpire le pietre d’inciampo significa tentare di cancellare il ricordo delle vittime e rendere invisibili le loro storie personali. Il rappresentante della Comunità ebraica ha espresso l’auspicio che i responsabili possano essere individuati dalle autorità competenti.

L’episodio è avvenuto durante la notte di Yom Kippur, una delle principali ricorrenze religiose ebraiche dedicata all’espiazione e alla riflessione spirituale. Per Fadlun, la coincidenza temporale ha aggiunto ulteriore significato al gesto, percepito come un’offesa nei confronti della comunità ebraica romana.

Le indagini dovranno ora chiarire le circostanze del danneggiamento e individuare gli autori dell’atto vandalico. Nel frattempo, le pietre d’inciampo di via Dandolo restano un luogo simbolico per ricordare le vite spezzate dalla deportazione e dalla Shoah.

Redazione

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