Emergenza cinghiali nel Lazio, ecco il piano di contenimento della Regione

Il nuovo protocollo tra Roma e la Regione Lazio definisce un piano di contenimento per contrastare la proliferazione dei cinghiali e la diffusione della Peste suina africana (PSA)

cinghiali

Dopo mesi di preoccupazioni legate alla massiva presenza di cinghiali nel territorio di Roma, il Comune e la Regione Lazio hanno trovato un accordo per gestire in maniera ottimale il problema. Il protocollo firmato prevede un contributo di 200mila euro da parte del Comune per supportare i piani di contenimento degli ungulati, un intervento necessario per ridurre i rischi legati alla pubblica incolumità, gli incidenti stradali e l’interazione tra fauna selvatica e i rifiuti urbani, che attirano i cinghiali.

Gli obiettivi e le modalità di intervento

Il piano di contenimento ha come obiettivo principale la riduzione del numero di cinghiali nelle aree prioritarie di almeno il 60%. Gli interventi urgenti dovranno essere garantiti entro le 24-48 ore dalla segnalazione. Il protocollo stabilisce anche che siano effettuati almeno 150 interventi all’anno. Le modalità di intervento saranno chiare e condivise: il contenimento avverrà tramite “cattura con trappole selettive” e “abbattimento selettivo in sicurezza”, senza fare riferimento alle “oasi per ungulati” precedentemente ipotizzate nelle amministrazioni passate.

I compiti del Comune

Il Comune, firmando l’accordo, si impegna a coordinare l’intervento e a garantire il supporto logistico necessario. Una delle sue principali responsabilità sarà l’aggiornamento del sistema informativo territoriale (SITAP), con l’inserimento tempestivo delle segnalazioni di presenza di cinghiali. Inoltre, il Comune dovrà continuare a gestire correttamente i rifiuti urbani, evitando che cassonetti accessibili possano attirare i cinghiali, alimentando così il problema.

I compiti della Regione

La Regione Lazio, da parte sua, si occuperà della gestione diretta delle catture e degli abbattimenti, utilizzando personale proprio o ditte specializzate. Inoltre, dovrà coordinarsi con le aree protette per garantire il corretto controllo della fauna e supportare il Comune nelle attività urgenti. La Regione si farà carico anche del trasporto e dello smaltimento degli esemplari catturati.

Redazione

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