Targhe clonate e auto camuffate: sgominata la “banda del wrapper”

Tre indagati per furti tra Roma e Latina. La svolta dopo un controllo di polizia

Primavalle, spinaceto, colli portuensi, Rissa Torre Angela, polizia arresto

Targhe clonate, auto camuffate con pellicole adesive e strumenti da scasso pronti all’uso. È il sistema scoperto dalla polizia nell’indagine che ha portato a identificare due uomini e una donna sospettati di aver messo a segno diversi furti in abitazione tra Anzio, Nettuno e Grottaferrata. Gli investigatori hanno ribattezzato il gruppo la “banda del wrapper”, dal nome della tecnica utilizzata per modificare rapidamente l’aspetto delle auto applicando pellicole adesive sulla carrozzeria.

L’indagine è partita da un normale controllo effettuato su un’Alfa Romeo Stelvio notata nei pressi di un’abitazione appena svaligiata. All’apparenza il suv risultava regolare, ma la targa ha subito insospettito un poliziotto libero dal servizio che ha riconosciuto la combinazione alfanumerica: apparteneva infatti a un’auto di servizio della Polizia di Stato in uso all’autoparco di Roma. Da lì è scattato l’intervento degli agenti del commissariato di Aprilia insieme al personale della questura di Latina e del commissariato di Cisterna di Latina.

Scoperti in una proprietà privata ad Aprilia

Gli investigatori hanno individuato il suv sospetto all’interno di una proprietà privata ad Aprilia. Poco distante sono stati intercettati due degli indagati a bordo di un’altra vettura. Durante le perquisizioni gli agenti hanno sequestrato targhe clonate, ricetrasmittenti, passamontagna, guanti, spray urticante, attrezzi da scasso, pellicole adesive per cambiare colore ai veicoli e una pistola a salve.

L’Alfa Romeo Stelvio è stata posta sotto sequestro per ulteriori accertamenti tecnici. Uno degli indagati sarebbe coinvolto anche nell’aggressione al comandante della stazione dei carabinieri di Castel Gandolfo. Secondo quanto ricostruito, il militare avrebbe tentato di fermarlo durante un precedente episodio, ma sarebbe stato colpito con spray urticante permettendo così la fuga del sospettato. Successivamente l’uomo è stato riconosciuto dal carabiniere durante gli accertamenti negli uffici del commissariato di Aprilia ed è stato denunciato anche per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Le verifiche degli investigatori, supportate dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dei lettori automatici di targhe, avrebbero già collegato il gruppo ad altri furti commessi tra le province di Roma e Latina. La polizia sta ora approfondendo eventuali responsabilità della banda in ulteriori episodi realizzati con modalità analoghe.

Redazione

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