Visitare il Pantheon costerà di più. A partire da mercoledì 1° luglio, il prezzo del biglietto d’ingresso salirà dagli attuali 5 euro a 7 euro, in seguito alla convenzione sottoscritta lo scorso 10 aprile tra il Ministero della Cultura e la Diocesi di Roma.
L’aumento riguarda esclusivamente il ticket ordinario. Resterà infatti gratuito l’ingresso per i residenti di Roma e non cambieranno le agevolazioni già previste per le altre categorie, come confermato sul portale dei Musei italiani dedicato alla vendita dei biglietti.
Chi continuerà a entrare gratuitamente
Oltre ai residenti nella Capitale, potranno continuare a visitare il Pantheon senza pagare il biglietto gli under 18, le categorie protette, i docenti che accompagnano le scolaresche, i canonici del Capitolo della Basilica, il personale laico e religioso e «tutti i chierici e le guardie d’onore alle Reali Tombe del Pantheon».
Resterà inoltre sempre garantito l’accesso gratuito per le funzioni religiose e l’esercizio del culto.
Non cambierà nemmeno il costo del biglietto ridotto, che resterà fissato a 2 euro per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni.
Il ticket introdotto nel 2023
L’ingresso a pagamento al Pantheon è stato introdotto il 1° luglio 2023, in seguito all’accordo tra il Ministero della Cultura, allora guidato da Gennaro Sangiuliano, e il Capitolo della Basilica di Santa Maria ad Martyres – Pantheon.
Da allora il monumento, tra i più visitati d’Italia, è accessibile con un biglietto d’ingresso, mantenendo comunque numerose esenzioni e agevolazioni.
Dove saranno destinati gli incassi
Le risorse derivanti dall’aumento del ticket saranno destinate, come spiegato dal Ministero della Cultura, «alle azioni previste nell’ambito del Piano Olivetti per la Cultura», con particolare attenzione al sostegno delle biblioteche di prossimità nelle aree disagiate e nei territori interni.
«Queste nuove risorse contribuiranno a sostenere interventi volti a rafforzare l’accesso alla cultura, promuovere la produzione culturale e artistica, valorizzare biblioteche e presìdi culturali diffusi, nonché incentivare progetti di rigenerazione sociale nei territori marginali. In questo modo si rende strutturale il sostegno alle biblioteche già realizzato dal Decreto Cultura, che ha contribuito al rilancio della filiera editoriale italiana nei primi mesi del 2026, generando un incremento di valore pari a 11,3 milioni di euro e di 569 mila copie rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente», fa sapere il Ministero della Cultura.
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