Stretta anti-maranza, il governo amplia i poteri dei vigili urbani

Domani il Ddl Sicurezza torna in Consiglio dei ministri: allo studio l'estensione del fermo preventivo anche alla Polizia Locale per rafforzare i controlli nelle città

Il governo prepara una nuova stretta sul fronte della sicurezza urbana. Domani il Consiglio dei ministri dovrebbe tornare a esaminare il Ddl Sicurezza, con una novità destinata a rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine contro fenomeni come baby gang e maranza.

Tra le modifiche allo studio c’è l’estensione del cosiddetto fermo preventivo anche agli agenti della Polizia Locale, che potrebbero così trattenere una persona fino a 12 ore in presenza di un concreto e attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, senza attendere l’autorizzazione preventiva di un giudice.

Più poteri alla Polizia Locale

Secondo quanto emerge, il provvedimento consentirebbe ai vigili urbani di esercitare le stesse prerogative già riconosciute alle altre forze di polizia quando ricorrono i presupposti previsti dalla norma.

Prima del Consiglio dei ministri è prevista una riunione tecnica a Palazzo Chigi per definire gli ultimi dettagli del testo, ancora suscettibile di modifiche. L’obiettivo del governo è rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo nelle principali città italiane.

Il caso Colosseo accelera la stretta

L’orientamento dell’esecutivo sarebbe stato condiviso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dagli altri partiti della maggioranza, anche alla luce dei recenti episodi di cronaca.

Tra questi figura l’aggressione avvenuta nei pressi del Colosseo, dove un gruppo di giovani ha assaltato due pattuglie della Polizia Locale di Roma. Dopo quei fatti, il Viminale ha disposto un’imponente operazione di controllo nell’area archeologica che ha portato all’identificazione di oltre 350 persone, a 10 arresti e 9 denunce, annunciando anche un rafforzamento stabile dei presìdi.

Il nodo politico

Sul fronte politico, ieri il ministro Piantedosi ha reso noto che un 18enne cittadino egiziano, coinvolto nell’aggressione agli agenti del Colosseo, è stato espulso e rimpatriato in Egitto dopo la valutazione della sua pericolosità sociale.

L’intervento normativo rappresenta anche un segnale politico sul tema della sicurezza urbana, destinato ad arrivare in un momento in cui il dibattito pubblico sul contrasto alla criminalità giovanile resta particolarmente acceso.

Redazione

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