Era entrato in hotel per registrarsi, ma si è accorto di aver smarrito la carta d’identità. Ha pensato di fare la cosa giusta: denunciare tutto ai carabinieri. Ma quella chiamata si è trasformata in un arresto.
Protagonista della vicenda è un 39enne romano, già noto alle forze dell’ordine, che nella notte del 9 ottobre ha atteso i militari nella hall di un albergo. Dovevano raccogliere la sua denuncia di smarrimento, ma al loro arrivo hanno trovato ben altro.
Nervosismo sospetto e droga nel borsello
L’uomo aveva con sé un borsello contenente 100 grammi di hashish e una piccola quantità di cocaina. Il suo atteggiamento nervoso ha insospettito i carabinieri di Casal Palocco, che lo hanno perquisito e arrestato in flagranza.
“Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” è l’accusa mossa dal pubblico ministero Mario Pesci, che ha ottenuto la convalida del fermo. Per l’imputato si tratta del secondo arresto in una settimana per lo stesso reato.
Il giudice: “Dedicato sistematicamente allo spaccio”
Il giorno seguente, il 39enne è stato processato per direttissima. Ha cercato di difendersi affermando che la droga fosse per uso personale, per “recuperare la serenità” dopo il precedente arresto.
Il giudice, però, ha rigettato la versione ritenendola inverosimile: la quantità di droga e le condizioni economiche dell’imputato lasciano emergere una dedizione abituale allo spaccio. “Trattandosi di un soggetto con precedente giudiziario specifico, oltre che recente – si legge nelle motivazioni – e trovandosi in uno stato di disoccupazione, è evidente l’intento di trarre profitto dalla vendita degli stupefacenti”.
Il tribunale ha escluso la sospensione della pena per rischio di reiterazione del reato. In attesa del giudizio, l’uomo resterà agli arresti domiciliari.
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