Un’indagine condotta tra il 2023 e il 2024 ha rivelato una frode fiscale di grande portata nel settore della grande distribuzione, che ha coinvolto diverse imprese della zona di Palestrina, Tivoli e Roma. L’operazione ha portato al sequestro di beni per un valore complessivo di 4,5 milioni di euro, smascherando un sistema di evasione fiscale e riciclaggio.
L’indagine
L’inchiesta ha portato alla luce una frode fiscale di grande portata, coinvolgente il settore della grande distribuzione, in particolare supermercati situati tra Palestrina, Tivoli e Roma, nella zona di Case Rosse. Gli accertamenti hanno rivelato l’esistenza di una cosiddetta “società cartiera”, priva di una reale attività operativa, che gestiva una rete di imprese con l’obiettivo di somministrare manodopera in modo illecito, distribuendo i lavoratori tra le diverse location. Le verifiche hanno mostrato che la società veniva utilizzata per dirottare gli oneri fiscali, contributivi e previdenziali verso aziende operative, lasciando così le imposte non pagate.
Gli investigatori hanno inoltre rinvenuto prove documentali che collegano i veri responsabili dell’operazione a uffici amministrativi situati alla Romanina, dove venivano gestiti documenti finanziari, bonifici e assegni riconducibili agli amministratori occulti.
Sequestro di beni e flussi finanziari illeciti
Durante le indagini, è emerso anche un sistema di prelievi di denaro contante e movimentazioni finanziarie verso l’estero, giustificate da contratti fittizi di agenzia e collaborazione. Questi flussi avevano come obiettivo il drenaggio di fondi dalle casse delle aziende coinvolte, a beneficio degli indagati.
A seguito di tali scoperti, sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro, inclusi appartamenti, ville, automobili e diamanti. Inoltre, il giudice ha disposto il sequestro delle quote di due aziende operanti nel settore della grande distribuzione, nominando un amministratore giudiziario per garantire la legalità e la continuità delle attività aziendali.
Le accuse
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Colleferro in collaborazione con la Direzione Provinciale III dell’Agenzia delle Entrate, hanno portato alla luce una serie di reati, tra cui evasione fiscale, riciclaggio e bancarotta fraudolenta. L’operazione ha quindi messo fine a un sistema illecito ben strutturato che danneggiava l’economia e il sistema fiscale.
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