Il 9 marzo 2024, una maxi rapina alla gioielleria Grande di viale Parioli ha segnato l’inizio delle indagini che hanno portato all’arresto di una banda di rapinatori. Durante l’episodio, i malviventi sono riusciti a sottrarre 70 orologi di lusso, per un valore superiore ai 900mila euro. L’attacco, per le modalità e il valore del bottino, ha subito orientato gli investigatori verso un’organizzazione criminale strutturata.
I finti clienti armati di pistola
I rapinatori si sono presentati come normali clienti interessati all’acquisto di orologi. Una volta entrati nel negozio, hanno estratto le pistole, di cui una con silenziatore, minacciando il dipendente e costringendolo a consegnare i 70 orologi di lusso. La violenza e la rapidità dell’azione hanno evidenziato la pianificazione meticolosa del colpo.
Il modus operandi della banda
La banda operava con un modus operandi altamente organizzato. Ogni colpo veniva pianificato nei minimi dettagli: i veicoli utilizzati per le rapine venivano rubati e poi “ripuliti” con targhe contraffatte o clonate, mentre furgoni equipaggiati con dispositivi jammer venivano utilizzati per ostacolare le comunicazioni e impedire la localizzazione da parte delle forze dell’ordine.
Gioiellerie e uffici postali nel mirino
Le indagini hanno ricostruito che la banda non si limitava solo alle gioiellerie, ma aveva nel mirino anche uffici postali, dove ha messo a segno diversi colpi tra il 2023 e il 2025. L’ultima rapina, tentata in via Federico Borromeo a Primavalle, è stata sventata grazie all’intervento della polizia.
Riconosciuto dalle telecamere
Gli investigatori hanno utilizzato le immagini di videosorveglianza per individuare uno dei rapinatori. L’uomo, un 62enne romano, già noto per reati simili, è stato riconosciuto grazie alla sua fisionomia, e l’attività investigativa ha confermato che faceva parte di un gruppo criminale ben organizzato.
La banda di rapinatori: una struttura piramidale
Il vertice dell’organizzazione era occupato da un 56enne siciliano, seguito da un 47enne che si occupava sia della parte operativa che organizzativa. Al livello inferiore, si trovavano il 62enne romano, incaricato dei sopralluoghi e della gestione delle armi, e altri membri con compiti ausiliari e operativi. Ogni componente aveva un ruolo ben definito all’interno della struttura.
Sette arresti: l’operazione conclusiva
Nel gennaio 2026, l’arresto di uno dei principali membri della banda, il 62enne romano, ha dato il via all’operazione conclusiva. In quella occasione, l’uomo è stato trovato in possesso di una pistola simile a quella utilizzata nella rapina ai Parioli e di uno dei veicoli rubati dalla banda. Le indagini hanno portato a sette arresti: cinque in carcere e due ai domiciliari.
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