Un’organizzazione criminale radicata nei quartieri sud-ovest della Capitale è stata smantellata questa mattina grazie a un blitz coordinato dai carabinieri del comando provinciale e dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Il sodalizio, guidato dai pregiudicati romani Sergio Gioacchini e Roberto Caputo, operava su larga scala, con contatti diretti con fornitori in Sud America, cartelli albanesi e figure apicali della criminalità organizzata romana e calabrese.
Traffico di droga e spedizioni punitive
L’indagine ha rivelato come il gruppo trattasse centinaia di chili di stupefacenti, arrivando a detenere, in un singolo episodio, 500 chili di hashish e ingenti forniture di cocaina purissima. Le sostanze erano in parte sequestrate in locali condominiali utilizzati come magazzini. L’organizzazione ricorreva anche a violenze estreme per ottenere crediti insoluti: un collaboratore che doveva restituire 20mila euro è stato brutalmente picchiato, riportando gravi lesioni facciali e la perforazione di un polmone.
Spregiudicatezza criminale e sfruttamento
Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno fatto emergere un quadro di assoluta spregiudicatezza: un appartamento era stato messo a disposizione di una spacciatrice tossicodipendente costretta a prostituirsi e a versare quasi tutti i proventi nelle casse del clan tramite ricariche Postepay. L’organizzazione non esitava a impiegare violenza e controllo totale sulle vittime, mentre i capi discutevano il procacciamento di armi da guerra, inclusi fucili d’assalto, per compiere agguati contro clan rivali.
Sequestri e arresti
Durante il blitz sono state sequestrate armi da fuoco, tra cui un Kalashnikov AK-47, una mitraglietta Skorpion, fucili a canne mozze e munizioni, oltre a cocaina, hashish, denaro contante e orologi di lusso. Due persone sono state arrestate in flagranza per possesso di cocaina e armi. Contestualmente, il tribunale di Roma ha disposto il sequestro preventivo di beni mobili e immobili riconducibili alla famiglia di uno dei promotori dell’organizzazione, comprese auto, moto, quote societarie e carte Postepay usate per veicolare i profitti illeciti.
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