Avrebbero trasformato i voucher del bonus cultura destinati ai neo diciottenni in denaro contante, simulando l’acquisto di libri mai venduti e causando un danno allo Stato di circa 60mila euro. Per questo un libraio di 60 anni di Colleferro e un 25enne residente in provincia di Latina sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza alla Procura di Velletri.
L’inchiesta ha ricostruito un sistema che avrebbe coinvolto complessivamente 120 studenti beneficiari del contributo pubblico.
L’indagine della Guardia di Finanza
Gli accertamenti si sono concentrati sul periodo compreso tra il 2023 e il 2024.
Secondo quanto emerso, il giovane intermediario avrebbe individuato i ragazzi interessati attraverso il passaparola, contatti su WhatsApp e annunci diffusi sui social network, proponendo loro la conversione dei voucher in denaro.
Una volta raccolti i buoni, il meccanismo fraudolento entrava nella fase operativa.
Come funzionava il sistema
I voucher venivano validati sul portale dedicato dal titolare della libreria, che avrebbe simulato l’acquisto di libri scolastici o di lettura attraverso operazioni contabili risultate poi fittizie.
In questo modo il contributo pubblico veniva regolarmente erogato all’esercente senza che vi fosse alcuna reale vendita di prodotti culturali.
La spartizione del denaro
Dopo l’incasso dei fondi, pari a 500 euro per ciascun bonus, la somma sarebbe stata suddivisa tra i partecipanti al sistema.
Secondo la ricostruzione investigativa:
- al libraio sarebbero andati tra 50 e 100 euro per ogni operazione;
- all’intermediario circa 100 euro;
- la restante parte sarebbe stata consegnata agli studenti.
Un meccanismo che, nel complesso, avrebbe coinvolto 120 giovani beneficiari del bonus cultura.
Le conseguenze
Al termine delle indagini, il titolare della libreria e il presunto intermediario sono stati deferiti all’autorità giudiziaria con l’accusa di truffa ai danni dello Stato.
Per i ragazzi che hanno utilizzato i voucher in modo illecito sono invece scattate sanzioni amministrative.
L’inchiesta punta ora a verificare eventuali ulteriori responsabilità e ad accertare se il sistema sia stato utilizzato anche oltre i casi già individuati dagli investigatori.
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