Un 25enne straniero residente a Roma è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico con l’accusa di aver perseguitato e maltrattato la fidanzata di 19 anni, sottoponendola per mesi a violenze fisiche, minacce e intimidazioni.
Il provvedimento cautelare è stato disposto dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura, al termine delle indagini condotte dai carabinieri, che hanno ricostruito una lunga serie di presunti episodi di abuso nei confronti della giovane vittima.
L’intervento dei carabinieri
L’inchiesta ha preso avvio lo scorso aprile, quando i militari sono intervenuti in via Apuania dopo la segnalazione di un uomo che stava aggredendo una ragazza in strada.
All’arrivo delle forze dell’ordine, sul corpo della 19enne erano evidenti lividi e segni riconducibili a percosse, elementi che hanno spinto gli investigatori ad approfondire la vicenda.
Mesi di maltrattamenti e minacce
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le violenze sarebbero iniziate nel dicembre del 2025. Il giovane avrebbe aggredito più volte la compagna anche per motivi ritenuti banali, instaurando un clima di paura e sottomissione.
Alle aggressioni fisiche si sarebbero aggiunti continui insulti e minacce di morte. Tra le frasi contestate dagli inquirenti, quella più inquietante: «Se mi lasci ti uccido», pronunciata per impedire alla ragazza di interrompere la relazione.
Gli episodi sotto casa dei genitori
La giovane avrebbe più volte cercato rifugio nell’abitazione dei propri genitori. Tuttavia, secondo le indagini, il 25enne avrebbe continuato a perseguitarla presentandosi ripetutamente sotto casa.
In diverse occasioni avrebbe danneggiato le telecamere di videosorveglianza installate all’esterno dell’abitazione e colpito con forza il portone d’ingresso, provocando danni alla struttura.
Disposti i domiciliari con braccialetto elettronico
Alla luce del quadro emerso e del rischio concreto di reiterazione delle condotte contestate, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti dell’uomo la misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo tramite braccialetto elettronico.
Le indagini proseguono per accertare tutti gli episodi denunciati e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
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