Una rapina fulminea, durata appena dieci secondi, nel cuore della notte a Roma. Vittima un giovane torinese di 21 anni, costretto a consegnare il proprio Rolex Explorer, del valore stimato di circa 9mila euro, sotto la minaccia di una pistola.
Il colpo è stato messo a segno intorno alle 3.47 tra lunedì e martedì nella zona di viale Marconi. Il ragazzo era in auto con un amico dopo una serata trascorsa tra cena e locali. Durante il tragitto di rientro, i due hanno accostato lungo la strada, inconsapevoli di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.
La donna come esca
Secondo la ricostruzione fornita agli investigatori, una donna che si trovava da sola sul marciapiede si sarebbe avvicinata all’auto non appena il veicolo si è fermato. Il conducente ha abbassato il finestrino e tra i due è iniziata una breve conversazione.
Pochi istanti dopo, però, è entrato in scena il complice. Un uomo con il volto scoperto e una maglietta scura è comparso all’improvviso accanto alla vettura, sorprendendo i due giovani.
La pistola puntata al volto
Il rapinatore avrebbe estratto un’arma da fuoco nascosta dietro la schiena e l’avrebbe puntata direttamente contro il viso del ventunenne.
La richiesta è stata immediata: consegnare l’orologio. Sotto la minaccia della pistola e temendo per la propria incolumità , il ragazzo si è sfilato il Rolex dal polso e lo ha consegnato all’aggressore.
“Forza, muoviti“, gli avrebbe intimato il malvivente, mantenendo l’arma puntata contro di lui per tutta la durata della rapina.
La fuga e la chiamata ai soccorsi
Una volta ottenuto l’orologio, il rapinatore e la donna si sono dileguati nel buio, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.
Solo dopo essersi ripresi dallo shock, i due amici hanno contattato il numero unico per le emergenze, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.
Indagini complicate
Sul caso stanno lavorando gli agenti del commissariato Colombo, ma le indagini si presentano particolarmente complesse.
Nell’area in cui è avvenuta la rapina non sarebbero presenti telecamere utili e gli impianti di videosorveglianza di alcune attività commerciali vicine risultano troppo distanti dal luogo del colpo per aver ripreso dettagli significativi.
Anche le testimonianze delle vittime, inevitabilmente condizionate dalla paura e dalla rapidità dell’azione, non hanno fornito elementi sufficienti per identificare i responsabili.
L’ipotesi degli investigatori
Gli investigatori sospettano che la donna abbia avuto il ruolo di esca, attirando l’attenzione del giovane e consentendo al complice di entrare in azione al momento opportuno.
L’uomo armato potrebbe essere rimasto nascosto nelle vicinanze, forse dietro alcune auto parcheggiate, in attesa del segnale per intervenire.
Secondo quanto riferito dalla vittima, il rapinatore avrebbe parlato in perfetto italiano e, durante l’aggressione, avrebbe pronunciato anche una minaccia esplicita: “Se non ti sbrighi ti ammazzo“. Una frase che ha convinto il giovane a consegnare immediatamente il prezioso orologio, evitando conseguenze peggiori.
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