Lo stadio della Roma a Pietralata rappresenta molto più di un impianto sportivo. È questo il messaggio lanciato da Lucia Bernabé, responsabile delle relazioni istituzionali dell’AS Roma, intervenuta nel corso di un incontro dedicato all’impatto che il nuovo impianto potrà avere sulla città.
Secondo Bernabé, il dibattito pubblico tende spesso a concentrarsi esclusivamente sull’aspetto sportivo dell’opera, trascurando invece le potenzialità di trasformazione urbana e sociale che il progetto potrebbe generare per l’intero quadrante est della Capitale.
Un progetto oltre il calcio
“Quando si parla di stadio ci si concentra solamente sull’aspetto sportivo”, ha spiegato Bernabé. “Questo investimento rappresenta soprattutto un’opportunità di sviluppo per Roma e occorre guardare oltre il semplice disputare le partite e utilizzarlo due ore a settimana”.
La dirigente giallorossa ha sottolineato come in molte città europee gli stadi moderni siano diventati poli multifunzionali, capaci di ospitare eventi, attività culturali e iniziative aperte alla cittadinanza, contribuendo alla riqualificazione dei quartieri circostanti.
Per la Roma, la scelta di Pietralata non è casuale. L’area è stata individuata per la vicinanza alla stazione Tiburtina e alla rete metropolitana, elementi considerati strategici per garantire accessibilità e mobilità sostenibile.
Verde, collegamenti e viabilità
Tra gli obiettivi del progetto figura anche il miglioramento degli spazi pubblici e delle connessioni urbane.
“Per decenni Pietralata è rimasta incompiuta. Finalmente c’è un progetto vero”, ha dichiarato Bernabé. “Verranno valorizzati gli spazi pubblici, il verde e sarà migliorata la viabilità”.
Particolare attenzione è stata riservata al tema della mobilità, uno degli aspetti più discussi durante l’iter progettuale. “Non potevamo ricadere negli stessi errori che ci sono nella zona dello stadio Olimpico e l’attenzione per la viabilità è sempre stata alta”, ha aggiunto.
Nessuna speculazione edilizia
Bernabé ha inoltre respinto le critiche che, negli ultimi mesi, hanno accompagnato il progetto.
“Il progetto di Pietralata non è un progetto di speculazione edilizia”, ha precisato. “Ci saranno lo stadio, un parco centrale e nuove vie di collegamento tra quartieri che oggi non esistono”.
L’obiettivo dichiarato è quello di lasciare infrastrutture e servizi fruibili ogni giorno dai cittadini, indipendentemente dagli eventi sportivi.
Occupazione e rilancio economico
Un altro tema centrale riguarda l’impatto economico dell’investimento.
Secondo la responsabile delle relazioni istituzionali del club, la costruzione dell’impianto, prevista in circa tre anni, porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro già durante la fase di cantiere.
Un impianto per eventi e concerti
Lo stadio sarà progettato come una struttura moderna e multifunzionale, destinata a ospitare non soltanto le partite della Roma ma anche grandi eventi internazionali.
“Sarà un luogo capace di accogliere concerti e manifestazioni di rilievo internazionale”, ha spiegato Bernabé, evidenziando come questo possa contribuire ad aumentare l’attrattività turistica della Capitale.
Conferenza dei servizi decisoria, attesa per il via libera
Sul fronte amministrativo, la dirigente giallorossa ha confermato che il club è in attesa delle comunicazioni ufficiali relative alla Conferenza dei Servizi decisoria.
“Siamo in attesa di comunicazioni da parte del Commissario e speriamo che sia la settimana giusta o, al massimo, l’inizio della prossima. Sono i giorni nei quali dovrebbe partire”, ha affermato.
Il nodo del rumore
Infine, Bernabé ha affrontato il tema dell’inquinamento acustico, spesso sollevato dai residenti.
“Dal punto di vista acustico lo stadio è stato progettato per evitare qualsiasi uscita di rumori e non ci sarà un inquinamento acustico derivato dallo stadio”, ha assicurato.
Per la Roma, dunque, il nuovo impianto di Pietralata vuole essere non soltanto la futura casa della squadra, ma un’infrastruttura destinata a incidere sullo sviluppo urbano, economico e sociale della città.
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