È piccola, costruisce i suoi nidi in luoghi nascosti ed è sempre più presente anche nei quartieri della Capitale. La Vespula germanica, comunemente nota come vespa germanica, sta vivendo un’espansione significativa a Roma, tanto da preoccupare esperti e operatori del settore. Le colonie, spesso composte da migliaia di esemplari, vengono individuate sempre più frequentemente in abitazioni, giardini e aree verdi, rendendo necessario l’intervento di personale specializzato.
Sempre più segnalazioni nella Capitale
L’ultimo caso ha riguardato la nuova abitazione di Francesco Totti e Noemi Bocchi, nella zona nord di Roma, dove è stata scoperta una colonia composta da oltre 2.000 vespe germaniche, nascosta all’interno della struttura dell’edificio.
Non si tratta però di un episodio isolato. Nelle scorse settimane un altro grande nido era stato individuato in uno stabile di Monteverde, dove gli insetti avevano colonizzato l’interno di un tronco secco, scavando in profondità fino a creare lo spazio necessario per ospitare le larve.
«Avanzano sempre di più nel centro urbano perché in ambiente naturale le risorse scarseggiano. Ricevo numerose chiamate di interventi durante la giornata e posso garantire che, soprattutto quest’anno, la Germanica si sta espandendo in maniera significativa in tutta la città di Roma», spiega l’etologo Andrea Lunerti.
Come riconoscere la vespa germanica
La Vespula germanica è facilmente riconoscibile per il corpo di piccole dimensioni con le classiche strisce gialle e nere. A differenza di altre specie, preferisce costruire i propri nidi sottoterra, ma può insediarsi anche in cumuli di legna, sottotetti, intercapedini dei muri e cavità naturali.
Proprio questa caratteristica rende le colonie particolarmente difficili da individuare.
«Proprio a causa delle sue dimensioni ridotte – spiega Lunerti – le persone possono accidentalmente imbattersi nel nido, dunque romperlo, con gravi conseguenze. Questo tipo di vespide, al contrario di altri, è generalmente pacifico: se non viene disturbato, ucciso o schiacciato volontariamente, non crea alcun problema».
Perché può diventare pericolosa
Il rischio nasce quando il nido viene urtato accidentalmente oppure quando gli insetti percepiscono una minaccia.
«Spesso questi nidi sono difficili da localizzare, ma quando vengono individuati e magari urtati accidentalmente, oppure quando le vespe percepiscono l’anidride carbonica emessa da una persona vicina alla colonia, possono reagire con attacchi pungenti e violenti», sottolinea l’etologo.
Dopo la puntura, infatti, le vespe rilasciano un particolare feromone che richiama gli altri esemplari della colonia, aumentando il rischio di un’aggressione collettiva.
«Quando pungono, le vespe rilasciano un feromone. Una sorta di grido d’allarme che segnala agli altri individui della colonia la presenza di una minaccia. Il risultato può essere un attacco di massa».
Cosa fare se si trova un nido
Gli esperti raccomandano di evitare qualsiasi intervento improvvisato. Tentare di eliminare autonomamente una colonia può infatti risultare estremamente pericoloso.
«Il fai da te è sempre una mossa fortemente sconsigliata dagli esperti. Quando avvistiamo un nido dobbiamo mantenere sempre una distanza di sicurezza. Bisogna contattare il Numero Unico di Emergenza (112) oppure un esperto. Se è necessario scattare una foto, per inviarla al professionista che dovrà confermare la presenza del nido, bisogna farlo sempre restando a distanza», conclude Lunerti.
Particolare attenzione va riservata ai bambini, che potrebbero avvicinarsi inconsapevolmente ai nidi nascosti, e alle persone allergiche alle punture di imenotteri, per le quali anche un singolo attacco può rappresentare un’emergenza sanitaria.
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